Jeremy Rifkin: era del petrolio prossima alla fine
Tra 25 anni l'Unione Europea potrebbe dire addio al petrolio. L'ipotesi è stata lanciata dal professor Jeremy Rifkin alla Summer School di Arezzo. I picchi raggiunti dal prezzo del petrolio nel corso degli ultimi due anni e il clima d'incertezza sul futuro stanno alimentando gli investimenti industriali nel settore delle energie alternative. Malgrado tutto ciò sia del tutto invisibile a chi continua a fare il pieno di benzina per recarsi al lavoro, i risultati su scala si vedranno fra 25 anni. Attualmente le fonti rinnovabili danno lavoro a 2 milioni di persone nel mondo e gli investimenti sono saliti a 148 miliardi di dollari nel 2007 con trend di crescita annuale del settore a due cifre (meglio della Cina). Si stima che gli investimenti nelle rinnovabili potrebbero raddoppiare nel giro dei prossimi dieci anni. Ogni anno la sola Bce destina al settore delle rinnovabili circa 800 milioni di euro. Del resto la diversificazione del mix energetico sembra essere una parola d'ordine condivisa da più parti. In base a questi dati secondo Rifkin l'era del petrolio è prossima alla fine. Un'ipotesi del tutto contrapposta all'industria petrolifera che, al contrario, prevede una stabilizzazione del prezzo del petrolio di lungo periodo tra 90-100 dollari e riserve petrolifere sufficienti per altri 80 anni.
20080914
< Fonti e bibliografia >