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Su 495 infrazioni, ben 73 sono italiane. Il Belpaese supera la Spagna
in violazioni. LItalia infatti ha recentemente superato la Spagna
nella classifica europea delle infrazioni alla legislazione comunitaria
in campo ambientale. Secondo gli ultimi dati a disposizione della Commissione
situazione aggiornata al 26 novembre 2004 sono attualmente
aperte contro lItalia ben 73 procedure di infrazione, su un totale
europeo di 495, pari quindi al 14.7%. Si tratta di casi che riguardano
in particolare la normativa comunitaria sui rifiuti (22), linquinamento
dellaria (16), la valutazione di impatto ambientale (15) e la conservazione
della natura (13). Di seguito si sintetizza lattuale situazione
nellUnione europea a 15.
La situazione italiana ultimamente è fortemente peggiorata. Nel
luglio 2004, infatti, la Commissione ha contestato allItalia di
aver violato in 28 casi la normativa ambientale comunitaria. E nel solo
periodo tra luglio 2004 e gennaio 2005 la Commissione ha deciso di deferire
lItalia alla Corte di giustizia per ben 14 violazioni della normativa
ambientale comunitaria: 4 riguardanti i rifiuti; 3 concernenti sia la
conservazione della natura che linquinamento atmosferico; e 2 relativi
rispettivamente allinquinamento delle acque ed a quello industriale.
Mentre in altri due casi lItalia ha ricevuto un parere motivato
(un secondo avvertimento scritto, che costituisce la seconda fase della
procedura di infrazione) ed una lettera di costituzione in mora (un primo
avvertimento scritto, che costituisce la prima fase della procedura dinfrazione),
che la invitano a rispettare precedenti sentenze della Corte di giustizia
per evitare di incorrere in gravi sanzioni pecuniarie. A ciò si
deve aggiungere, sempre nello stesso periodo, linvio al governo
italiano di altri 14 pareri motivati. [Per unanalisi più
approfondita si veda il dossier allegato]
Situazione peraltro confermata anche dal recente 2005 Environmental
Sustainability Index redatto da ricercatori ambientali delle Università
di Yale e Columbia, in collaborazione con il Centro comune di ricerca
di Ispra ed il World Economic Forum, che stila annualmente una classifica
della performance ambientale di 146 paesi. In questo rapporto, presentato
a Davos lo scorso 27 gennaio, lItalia si classifica infatti al 69°
posto dietro quasi tutti i paesi europei, Stati Uniti e Canada, oltre
a molti paesi in via di sviluppo. Non è un caso che i paesi scandinavi,
ultimi nella classifica comunitaria delle infrazioni ambientali, sono
ai primi posti della classifica mondiale sulla sostenibilità ambientale,
che vede in testa proprio la Finlandia.
Legambiente pertanto chiede al governo italiano di invertire senza indugio
la sua linea di condotta rispondendo con atti concreti ai numerosi rilievi
della Commissione, che mostrino con i fatti la volontà di colmare
il preoccupante divario con il resto dellEuropa. Un primo immediato
segnale politico deve essere il recepimento completo entro il prossimo
16 febbraio, giorno dellentrata in vigore del Protocollo di Kyoto
- della direttiva sullo scambio di quote di emissioni dei gas serra e
lapprovazione congiunta del piano nazionale di assegnazione delle
emissioni climalteranti, che risponda rigorosamente ai requisiti della
direttiva ed ai rilievi fatti dalla Commissione al piano presentato dal
governo lo scorso luglio e rispedito al mittente per furbesche carenze.
Comunicato Stama Legambiente
Ecoage - 27 gennaio 2005
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