Ambiente: italiani poco informati
Più di un italiano su due è poco o per nulla informato
sui temi ambientali. Preoccupato da smog, nucleare e rifiuti. Questi i
risultati di una ricerca dell'Ispo presentata al convegno "La Comunicazione
ambientale: informazione, disinformazione, qualità della comunicazione".
Matteoli: "necessaria una comunicazione chiara, trasparente e concreta".
Italiani poco informati in ambiente. Il 52 per cento, infatti, è
per nulla o poco informato sui temi ambientali, contro un 40 per cento
abbastanza o molto informato (solo il 3 per cento molto informato). Le
maggiori preoccupazioni nei confronti dei problemi ambientali riguardano
l'inquinamento dell'aria, il nucleare, la gestione dei rifiuti. Minore
attenzione si presta, invece all'inquinamento acustico, all'inquinamento
di fiumi e laghi, all'elettrosmog, all'abusivismo edilizio.
Questo quanto risulta dalla ricerca realizzata dall'Ispo, l'Istituto
per gli Studi sulla Pubblica Opinione, per conto del Ministero dell'Ambiente
e della Tutela del Territorio, che ha monitorato, da maggio a novembre
2004, il livello di sensibilità degli italiani nei confronti dell'ambiente
e che è stata presentata nel corso del convegno "La Comunicazione ambientale:
informazione, disinformazione, qualità della comunicazione", promosso
dal Ministero stesso e presieduto dal Ministro Altero Matteoli. Nel corso
del convegno è stato anche presentato "Lo Stato dell'Ambiente in Italia",
un breve compendio che analizza nove temi ambientali (rifiuti, inquinamento
acustico, elettrosmog, mobilità, aria, energia, suolo e sottosuolo, natura,
acqua).
"Questa ricerca - ha detto il
Ministro Altero Matteoli - ci permette di sapere quello che gli italiani
pensano dell'ambiente. E' uno strumento di lavoro necessario per favorire
il processo di comunicazione ambientale e per avviare un dialogo proficuo
con i cittadini, referenti ed attori delle decisioni politiche. La sensibilità
degli italiani ai temi ambientali cresce e con essa deve crescere una
comunicazione chiara, trasparente, concreta e facilmente accessibile".
L'indagine dell'Ispo sottolinea inoltre
che gli italiani sono pessimisti sulla situazione ambientale. L'80 per
cento degli intervistati ritiene infatti che la situazione ambientale
sia molto o abbastanza critica, contro il 10 per cento che la ritiene
poco o per nulla critica. Ma nonostante questo pessimismo, gli italiani
credono nelle azioni individuali per salvaguardare l'ambiente. Il 57 per
cento dei cittadini reputa infatti che la propria azione può fare una
reale differenza per l'ambiente. L'indagine ha anche analizzato l'importanza
dell'impegno per la difesa dell'ambiente. Per il 65 per cento degli intervistati,
l'ambiente è il tema più importante o uno dei più importanti su cui impegnarsi
e solo per il 2 per cento è poco importante o meno importante di altri.
Tra le fonti di informazione sui temi
ambientali, il primo posto spetta alle tv locali e nazionali (60,1 per
cento), seguite da quotidiani e riviste, (39,3 per cento), dalle radio
(19,6 per cento).
"I dati ci confermano che finora
- ha detto Paolo Togni, direttore dell'Ufficio per la Comunicazione e
per le Relazioni con il Pubblico, del Ministero dell'Ambiente - è circolata
molta disinformazione in materia ambientale. Il Ministero intende compiere
un lungo processo di disseminazione della conoscenza ambientale verso
una coscienza ed una consapevolezza condivisa a tutti i livelli istituzionali".
Stato dell'Ambiente in Italia 2005
Il primo Compendio sullo Stato dell'ambiente in Italia esamina nove temi
ambientali informando sulla situazione attuale, sulle politiche adottate,
sulle leggi approvate, sugli interventi realizzati. Si tratta di uno strumento
snello e facilmente consultabile. Ecco alcuni dati contenuti nel Compendio.
Inquinamento acustico - A fine 2003 erano 1.355 i comuni
che avevano approvato la classificazione acustica del loro territorio
nelle 6 fasce previste (da aree particolarmente protette a aree industriali).
In fase avanzata l'attuazione dei decreti che riguardano i limiti acustici
per le infrastrutture: sono stati presentati i piani di risanamento delle
infrastrutture ferroviarie, mentre per quelle stradali i gestori si stanno
attivando. Dal punto di vista della regolamentazione dell'inquinamento
acustico, l'Italia è all'avanguardia in Europa: solo la Francia, ad esempio,
ha limiti acustici per le infrastrutture.
Mobilità - In 22 anni, dal 1980 al 2001, il traffico annuale
di passeggeri nelle aree urbane è passato da 136,4 miliardi di passeggeri
chilometro a 307,9, con un incremento del 126%. Le automobili hanno fatto
la parte del leone in questo aumento con + 133,7 miliardi di p-Km, mentre
c'è stato un decremento di - 4 miliardi p-Km con i mezzi collettivi. Nello
stesso periodo anche il traffico merci su gomma è aumentato del 43%. In
Italia c'è il record delle auto con 60 autovetture ogni 100 abitanti (record
a Roma con 76) contro una media europea di 45. Proprio il trasporto è
il principale fattore di pressione per quanto riguarda le emissioni inquinanti
in aria. Nelle otto principali città italiane il settore trasporti contribuisce
per più del 70% alle emissioni di PM10 e di ossidi di azoto e per più
del 95% a quelle di benzene.
Aria - Negli anni la qualità dell'aria in città è mutata
con sostanziali miglioramenti per quanto riguarda le concentrazioni dei
composti dello zolfo, del monossido di carbonio, del piombo e del benzene.
Le criticità attuali riguardano il PM10, l'ozono e il biossido di azoto.
Siti da bonificare - Sono stati censiti 12.797 siti da bonificare
(mancano i dati di Piemonte e Abruzzo), in 1.674 la bonifica è in corso,
317 sono stati bonificati ed altri 770 sono stati bonificati con criteri
regionali. Dei 50 siti di interesse nazionale, per 48 è in corso la caratterizzazione
o la bonifica.
Natura - Nel 2004 è stata realizzata la carta della natura.
Negli anni 2002-2004 è aumentata del 21% circa la superficie delle aree
marine protette. Nel 2004 sono stati istituiti due nuovi parchi nazionali
(Alta Murgia e Val d'Agri) con un incremento dell'1% della superficie
protetta.
Acqua - A 10 anni dalla legge 36 di riforma del settore
idrico sono 87 (il 96%) gli Ato (Ambiti territoriali ottimali) insediati.
I prelievi di acqua avvengono per la maggior parte da pozzi (48,6% del
volume complessivo prelevato) e da sorgenti (37,8%). Torino e Cagliari
hanno il maggior consumo di acqua per uso potabile.
Rifiuti - Ogni anno in Italia si producono 122 milioni di
tonnellate di rifiuti, di cui 29,8 milioni di tonnellate di rifiuti solidi
urbani. La raccolta differenziata nel 2003 ha raggiunto quota 21,5%. Tra
il 1997 e il 2002 la quota dei rifiuti urbani smaltiti in discarica è
diminuita dell'11%. Nel 2003 sono stati inceneriti l'8,8% dei rifiuti
urbani.
Comunicato Stampa Ministero dell'Ambiente
Roma, 14 marzo 2005
Comunicato Stampa Ministero Ambiente - 14 marzo 2005
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