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 Relazione annuale sullo stato dei servizi e sull'attività svolta - 23 giugno 2005

 

LIBERALIZZAZIONI, MERCATO E CONCORRENZA

Settore elettrico

Con il primo gennaio 2005, il mercato elettrico ha completato la prima fase di avviamento, dando il via alla partecipazione attiva della domanda, ancorché limitata a particolari segmenti del mercato. La transizione del 2004 verso un modello di dispacciamento basato sull’ordine di merito economico e su criteri di mercato per stabilire il prezzo della fornitura, ha determinato una maggiore focalizzazione, da parte dell’Autorità, sull’attività di indagine e di controllo. Nel febbraio 2005 è stata pubblicata l’indagine conoscitiva sullo stato della liberalizzazione del settore elettrico, condotta congiuntamente ed in proficua collaborazione con l’Autorità garante della concorrenza e del mercato; essa ha fatto seguito all’analoga indagine sul mercato del gas, di cui già si è dato conto lo scorso anno. La nuova indagine, che si è concentrata sul mercato all’ingrosso di energia elettrica del 2004, ha confermato le gravi criticità riconducibili al ruolo dell’operatore dominante Enel, in grado di esercitare un elevato potere di mercato e dunque una forte influenza nella determinazione dei prezzi. Le principali linee d’intervento proposte nelle conclusioni dell’indagine riguardano non solo soluzioni di tipo regolatorio, ma anche interventi per promuovere: lo sviluppo delle linee di interconnessione con l’estero; il potenziamento della rete di trasmissione nazionale, così da ridurre i rischi di congestione interzonale; l’attivazione, da parte di soggetti diversi dall’operatore dominante, di nuovi impianti di produzione, soprattutto nelle zone deficitarie di offerta. Sempre nel febbraio 2005, si sono concluse le istruttorie conoscitive sulla dinamica di formazione dei prezzi nella borsa elettrica, relativamente ad alcuni giorni di giugno 2004 e gennaio 2005, nei quali sono state rilevate anomalie circa i valori registrati nel mercato del giorno prima e nei livelli dei corrispettivi di utilizzo della capacità di trasporto; si è inteso così valutare l’eventuale esercizio di potere di mercato unilaterale o collettivo da parte di uno o più operatori. Quanto è emerso, dal confronto tra giorni critici e altre settimane con caratteristiche comparabili, ha dimostrato come il livello eccezionalmente elevato dei prezzi fosse riconducibile non a specifiche situazioni congiunturali, quali shock di domanda o di costo, ma esclusivamente a comportamenti degli offerenti Enel ed Endesa. A seguito di tali riscontri è stata attivata la procedura, prevista dalla legge, di segnalazione all’Autorità per la concorrenza ed il mercato, che ha avviato le azioni di propria competenza. Sulla base delle conclusioni raggiunte attraverso questa intensa attività di indagine, l’Autorità ha recentemente avviato un procedimento, pubblicando un apposito documento di consultazione, finalizzato a ripristinare condizioni di mercato competitive attraverso interventi, anche temporanei e proporzionati alle esigenze, che sottraggano agli operatori dominanti disponibilità di potenza per alcune tipologie di impianto. Si tratta di interventi strutturali o, meglio, di misure regolatorie che, attraverso vincoli contrattuali o prefissate modalità di remunerazione di particolari impianti, consentano di sottrarre agli operatori dominanti il potere di fissare il prezzo in alcune zone del Paese in modo del tutto indipendente dal comportamento, sul mercato, dei concorrenti. Queste misure, di prossima emanazione da parte dell’Autorità, sono necessarie per anticipare gli effetti di un mercato pienamente competitivo che contiamo si possa sviluppare in pochi anni, con l’effettiva entrata in esercizio delle centrali attualmente in corso di realizzazione. Va segnalata inoltre l’iniziativa dell’Autorità tesa a promuovere una adeguata disponibilità di potenza nel tempo con un sistema di remunerazione della capacità produttiva (secondo le indicazioni del d.lgs 379 del 2004), in sostituzione del vigente regime transitorio. La proposta dell’Autorità, già posta in aperta consultazione, intende così delineare, anche alla luce delle esperienze internazionali e delle condizioni strutturali del mercato italiano, un nuovo modello di remunerazione della capacità produttiva basato su meccanismi di mercato.

Settore gas

Per quanto riguarda il grado di liberalizzazione del mercato del gas naturale, permane una forte concentrazione, in Eni, di attività riguardanti tutta la filiera del settore: produzione, importazione, trasporto e vendita. In effetti, l’ingresso sul mercato di nuovi operatori, attraverso i programmi di gas release, non è stato ancora in grado di trasferire ai consumatori i frutti favorevoli della concorrenza. Le infrastrutture di interconnessione con l’estero sono per la maggior parte utilizzate per contratti di importazione, legati a clausole take or pay; buona parte di questi sottoscritti da Eni, poco prima dell’entrata in vigore della Direttiva europea del 1998 sull’apertura dei mercati. In un’ottica di breve termine, risulta difficoltoso anche l’utilizzo di capacità di trasporto marginali, rese disponibili dalla flessibilità di alcuni contratti di importazione, poiché l’assenza di una disciplina europea, per le tariffe e per l’accesso trasparente e non discriminatorio ai gasdotti internazionali, rende ancora oneroso l’utilizzo di questi. Per stimolare iniziative su questi fondamentali aspetti, l’Autorità ha già prodotto opportune segnalazioni, rese note per la parte europea anche alla Commissione Europea, e che, per la parte dedicata al mercato italiano, comprendono alcune proposte. Tra queste: la cessione da parte ENI, con modalità competitive, di parte della produzione nazionale e dei contratti di importazione di lungo termine; la riformulazione ed estensione del tetto all’immissione che scadrà per l’ENI entro il prossimo 2010. Problema specifico del nostro Paese resta, inoltre, quello della eccessiva frammentazione della distribuzione del gas, articolata ancora su circa 500 distributori e la cui riduzione va ulteriormente incoraggiata, favorendo così economie di scala e nuove opportunità per riduzioni di costi e prezzi.

La questione infrastrutturale

La concorrenza nel mercato italiano del gas naturale, come già accennato, stenta a decollare. I nuovi entranti continuano a sperimentare difficoltà nel provvedere autonomamente all’importazione, poiché l’Eni dispone ancora del controllo sui diritti di trasporto per le infrastrutture di accesso, saturate in proprio e con parziali cessioni di gas decise dall’Eni stessa. Perciò, lo sviluppo infrastrutturale per l’importazione risulterà decisivo per la creazione di un mercato efficiente e per trasformare il nostro Paese da importatore a piattaforma di scambio o hub meridionale europeo, con una inversione di flussi verso il resto dell’Europa e convenienti transiti per gas proveniente dai ricchi giacimenti a sud e ad est dell’UE. Tale trasformazione va implementata sollecitamente anche perché si stanno già promuovendo investimenti per collegamenti concorrenti, dal Nord Africa e dal Medio Oriente attraverso la Penisola Iberica ed i Balcani. Di fronte a simile sfida, si manifestano invece nuove opposizioni locali all’attesa costruzione di nuovi terminali di rigassificazione, per l’importazione via nave di gas liquefatto, e l’Eni ha deciso di frazionare e dilazionare il potenziamento, da 13 miliardi di metri cubi, dei gasdotti già operativi con Austria e Tunisia. La crisi di marzo scorso, già menzionata, la persistente carenza di concorrenza e la necessità di nuovi competitori non danno più tempo alle dispute sulle bolle, ma richiedono un accelerato superamento delle strozzature infrastrutturali, già evidenziate assieme all’Autorità per la concorrenza e il mercato. La situazione richiede l’impegno di tutti affinché il paese si doti rapidamente di un potenziale di importazione e di offerta sufficientemente abbondante per dare sicurezza di approvvigionamento e per consentire alla domanda nazionale ed europea di scegliere, in un mercato opportunamente dotato, efficiente e competitivo.

Indipendenza dall'operatore di sistema

Il processo di liberalizzazione del settore gas richiede anche la sollecita implementazione del DPCM già citato e di provvedimenti integrativi che garantiscano la terzietà di trasporto, in sintonia con la rete elettrica, e di stoccaggio del gas; ciò adottando anche soluzioni che limitino al 5 per cento le varie partecipazioni di proprietà in Snam Rete Gas e Stogit, che affidino a Snam Rete Gas la gestione dei diritti di transito all’importazione a condizioni eque e non discriminatorie, che promuovano l’accorpamento di trasporto e stoccaggio in un vero operatore indipendente di sistema.

Vendita al dettaglio

Per il segmento della vendita al dettaglio di gas naturale, pur a fronte di autorizzazioni alla vendita valide per tutto il territorio nazionale, permane ancora una netta predominanza locale delle società di vendita collegate alle società di distribuzione, talvolta operanti con strumenti di comunicazione alla clientela tesi ad ostacolare una trasparente competitività. Sebbene tutti i clienti finali del servizio gas siano, fin dal gennaio 2003, liberi di scegliere il loro fornitore, solo di recente si sta assistendo all’avvio di strategie commerciali concorrenziali. Per assecondare questa fase di transizione, l’Autorità ha individuato un Codice di condotta commerciale che consente, a vantaggio dei consumatori, scelte informate e consapevoli tra le varie opportunità emergenti. Il Codice impone precisi obblighi per la trasparenza delle informazioni, per le modalità di presentazione delle offerte, per la confrontabilità dei prezzi, per la scomposizione delle diverse voci che determinano il prezzo finale, per la semplicità dei testi da utilizzarsi nei contratti. Il Codice, definendo regole di comportamento uniformi su tutto il territorio nazionale, pone le basi perché la competizione tra venditori si svolga a parità di condizioni e costituisce, anche sotto questo aspetto, un elemento di stimolo alla concorrenza.

Presentazione del presidente Alessandro Ortis:
Introduzione
| Scenario internazionale | Quadro normativo europeo | Assetto normativo nazionale | Liberalizzazioni, mercato e concorrenza | Economicità dei servizi | Affidabilità e qualità dei servizi | Controlli, ispezione e contenzioso | Sviluppi organizzativi | Orientamenti per l'azione futura |

 

 

 

 


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