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LIBERALIZZAZIONI, MERCATO E CONCORRENZA
Settore elettrico
Con il primo gennaio 2005, il mercato elettrico ha completato la prima
fase di avviamento, dando il via alla partecipazione attiva della domanda,
ancorché limitata a particolari segmenti del mercato. La transizione del
2004 verso un modello di dispacciamento basato sull’ordine di merito economico
e su criteri di mercato per stabilire il prezzo della fornitura, ha determinato
una maggiore focalizzazione, da parte dell’Autorità, sull’attività di
indagine e di controllo. Nel febbraio 2005 è stata pubblicata l’indagine
conoscitiva sullo stato della liberalizzazione del settore elettrico,
condotta congiuntamente ed in proficua collaborazione con l’Autorità garante
della concorrenza e del mercato; essa ha fatto seguito all’analoga indagine
sul mercato del gas, di cui già si è dato conto lo scorso anno. La nuova
indagine, che si è concentrata sul mercato all’ingrosso di energia elettrica
del 2004, ha confermato le gravi criticità riconducibili al ruolo dell’operatore
dominante Enel, in grado di esercitare un elevato potere di mercato e
dunque una forte influenza nella determinazione dei prezzi. Le principali
linee d’intervento proposte nelle conclusioni dell’indagine riguardano
non solo soluzioni di tipo regolatorio, ma anche interventi per promuovere:
lo sviluppo delle linee di interconnessione con l’estero; il potenziamento
della rete di trasmissione nazionale, così da ridurre i rischi di congestione
interzonale; l’attivazione, da parte di soggetti diversi dall’operatore
dominante, di nuovi impianti di produzione, soprattutto nelle zone deficitarie
di offerta. Sempre nel febbraio 2005, si sono concluse le istruttorie
conoscitive sulla dinamica di formazione dei prezzi nella borsa elettrica,
relativamente ad alcuni giorni di giugno 2004 e gennaio 2005, nei quali
sono state rilevate anomalie circa i valori registrati nel mercato del
giorno prima e nei livelli dei corrispettivi di utilizzo della capacità
di trasporto; si è inteso così valutare l’eventuale esercizio di potere
di mercato unilaterale o collettivo da parte di uno o più operatori. Quanto
è emerso, dal confronto tra giorni critici e altre settimane con caratteristiche
comparabili, ha dimostrato come il livello eccezionalmente elevato dei
prezzi fosse riconducibile non a specifiche situazioni congiunturali,
quali shock di domanda o di costo, ma esclusivamente a comportamenti degli
offerenti Enel ed Endesa. A seguito di tali riscontri è stata attivata
la procedura, prevista dalla legge, di segnalazione all’Autorità per la
concorrenza ed il mercato, che ha avviato le azioni di propria competenza.
Sulla base delle conclusioni raggiunte attraverso questa intensa attività
di indagine, l’Autorità ha recentemente avviato un procedimento, pubblicando
un apposito documento di consultazione, finalizzato a ripristinare condizioni
di mercato competitive attraverso interventi, anche temporanei e proporzionati
alle esigenze, che sottraggano agli operatori dominanti disponibilità
di potenza per alcune tipologie di impianto. Si tratta di interventi strutturali
o, meglio, di misure regolatorie che, attraverso vincoli contrattuali
o prefissate modalità di remunerazione di particolari impianti, consentano
di sottrarre agli operatori dominanti il potere di fissare il prezzo in
alcune zone del Paese in modo del tutto indipendente dal comportamento,
sul mercato, dei concorrenti. Queste misure, di prossima emanazione da
parte dell’Autorità, sono necessarie per anticipare gli effetti di un
mercato pienamente competitivo che contiamo si possa sviluppare in pochi
anni, con l’effettiva entrata in esercizio delle centrali attualmente
in corso di realizzazione. Va segnalata inoltre l’iniziativa dell’Autorità
tesa a promuovere una adeguata disponibilità di potenza nel tempo con
un sistema di remunerazione della capacità produttiva (secondo le indicazioni
del d.lgs 379 del 2004), in sostituzione del vigente regime transitorio.
La proposta dell’Autorità, già posta in aperta consultazione, intende
così delineare, anche alla luce delle esperienze internazionali e delle
condizioni strutturali del mercato italiano, un nuovo modello di remunerazione
della capacità produttiva basato su meccanismi di mercato.
Settore gas
Per quanto riguarda il grado di liberalizzazione del mercato del gas
naturale, permane una forte concentrazione, in Eni, di attività riguardanti
tutta la filiera del settore: produzione, importazione, trasporto e vendita.
In effetti, l’ingresso sul mercato di nuovi operatori, attraverso i programmi
di gas release, non è stato ancora in grado di trasferire ai consumatori
i frutti favorevoli della concorrenza. Le infrastrutture di interconnessione
con l’estero sono per la maggior parte utilizzate per contratti di importazione,
legati a clausole take or pay; buona parte di questi sottoscritti da Eni,
poco prima dell’entrata in vigore della Direttiva europea del 1998 sull’apertura
dei mercati. In un’ottica di breve termine, risulta difficoltoso anche
l’utilizzo di capacità di trasporto marginali, rese disponibili dalla
flessibilità di alcuni contratti di importazione, poiché l’assenza di
una disciplina europea, per le tariffe e per l’accesso trasparente e non
discriminatorio ai gasdotti internazionali, rende ancora oneroso l’utilizzo
di questi. Per stimolare iniziative su questi fondamentali aspetti, l’Autorità
ha già prodotto opportune segnalazioni, rese note per la parte europea
anche alla Commissione Europea, e che, per la parte dedicata al mercato
italiano, comprendono alcune proposte. Tra queste: la cessione da parte
ENI, con modalità competitive, di parte della produzione nazionale e dei
contratti di importazione di lungo termine; la riformulazione ed estensione
del tetto all’immissione che scadrà per l’ENI entro il prossimo 2010.
Problema specifico del nostro Paese resta, inoltre, quello della eccessiva
frammentazione della distribuzione del gas, articolata ancora su circa
500 distributori e la cui riduzione va ulteriormente incoraggiata, favorendo
così economie di scala e nuove opportunità per riduzioni di costi e prezzi.
La questione infrastrutturale
La concorrenza nel mercato italiano del gas naturale, come già accennato,
stenta a decollare. I nuovi entranti continuano a sperimentare difficoltà
nel provvedere autonomamente all’importazione, poiché l’Eni dispone ancora
del controllo sui diritti di trasporto per le infrastrutture di accesso,
saturate in proprio e con parziali cessioni di gas decise dall’Eni stessa.
Perciò, lo sviluppo infrastrutturale per l’importazione risulterà decisivo
per la creazione di un mercato efficiente e per trasformare il nostro
Paese da importatore a piattaforma di scambio o hub meridionale europeo,
con una inversione di flussi verso il resto dell’Europa e convenienti
transiti per gas proveniente dai ricchi giacimenti a sud e ad est dell’UE.
Tale trasformazione va implementata sollecitamente anche perché si stanno
già promuovendo investimenti per collegamenti concorrenti, dal Nord Africa
e dal Medio Oriente attraverso la Penisola Iberica ed i Balcani. Di fronte
a simile sfida, si manifestano invece nuove opposizioni locali all’attesa
costruzione di nuovi terminali di rigassificazione, per l’importazione
via nave di gas liquefatto, e l’Eni ha deciso di frazionare e dilazionare
il potenziamento, da 13 miliardi di metri cubi, dei gasdotti già operativi
con Austria e Tunisia. La crisi di marzo scorso, già menzionata, la persistente
carenza di concorrenza e la necessità di nuovi competitori non danno più
tempo alle dispute sulle bolle, ma richiedono un accelerato superamento
delle strozzature infrastrutturali, già evidenziate assieme all’Autorità
per la concorrenza e il mercato. La situazione richiede l’impegno di tutti
affinché il paese si doti rapidamente di un potenziale di importazione
e di offerta sufficientemente abbondante per dare sicurezza di approvvigionamento
e per consentire alla domanda nazionale ed europea di scegliere, in un
mercato opportunamente dotato, efficiente e competitivo.
Indipendenza dall'operatore di sistema
Il processo di liberalizzazione del settore gas richiede anche la sollecita
implementazione del DPCM già citato e di provvedimenti integrativi che
garantiscano la terzietà di trasporto, in sintonia con la rete elettrica,
e di stoccaggio del gas; ciò adottando anche soluzioni che limitino al
5 per cento le varie partecipazioni di proprietà in Snam Rete Gas e Stogit,
che affidino a Snam Rete Gas la gestione dei diritti di transito all’importazione
a condizioni eque e non discriminatorie, che promuovano l’accorpamento
di trasporto e stoccaggio in un vero operatore indipendente di sistema.
Vendita al dettaglio
Per il segmento della vendita al dettaglio di gas naturale, pur a fronte
di autorizzazioni alla vendita valide per tutto il territorio nazionale,
permane ancora una netta predominanza locale delle società di vendita
collegate alle società di distribuzione, talvolta operanti con strumenti
di comunicazione alla clientela tesi ad ostacolare una trasparente competitività.
Sebbene tutti i clienti finali del servizio gas siano, fin dal gennaio
2003, liberi di scegliere il loro fornitore, solo di recente si sta assistendo
all’avvio di strategie commerciali concorrenziali. Per assecondare questa
fase di transizione, l’Autorità ha individuato un Codice di condotta commerciale
che consente, a vantaggio dei consumatori, scelte informate e consapevoli
tra le varie opportunità emergenti. Il Codice impone precisi obblighi
per la trasparenza delle informazioni, per le modalità di presentazione
delle offerte, per la confrontabilità dei prezzi, per la scomposizione
delle diverse voci che determinano il prezzo finale, per la semplicità
dei testi da utilizzarsi nei contratti. Il Codice, definendo regole di
comportamento uniformi su tutto il territorio nazionale, pone le basi
perché la competizione tra venditori si svolga a parità di condizioni
e costituisce, anche sotto questo aspetto, un elemento di stimolo alla
concorrenza.
Presentazione del presidente Alessandro Ortis:
Introduzione | Scenario
internazionale | Quadro
normativo europeo | Assetto
normativo nazionale | Liberalizzazioni,
mercato e concorrenza | Economicità
dei servizi | Affidabilità
e qualità dei servizi | Controlli,
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