"Farmaci, ricerca e interessi miliardari"
In edicola il numero di giugno di Modus vivendi
La ricerca scientifica soffre di una precisa patologia: conflitto d'interessi.
Le esigenze commerciali delle case farmaceutiche rischiano di schiacciare
gli interessi dei malati. Il fenomeno riguarda anche l'Italia, come documenta
l'inchiesta pubblicata nel numero in edicola di Modus vivendi, che ha
interpellato numerosi scienziati. "Le riviste di medicina - afferma
Richard Smith, direttore generale di United Health Europe ed ex direttore
del British Medical Journal - costituiscono una estensione del braccio
del marketing delle compagnie farmaceutiche", per le quali uno studio
scientifico favorevole vale più di migliaia di inserzioni pubblicitarie.
Per questo, secondo una analisi effettuata da Smith su 86 diversi studi,
l'influenza dei finanziatori sui risultati degli studi è una realtà.
Un altro scandalo riguarda l'Italia e, in particolare, gli enti preposti
alla vigilanza sui farmaci. La legge prevede un ricambio frequente
dei quindici componenti della Commissione tecnico-scientifica dell'Agenzia
italiana del farmaco (ex Cuf). In realtà, alcuni esperti ne fanno
parte da quasi quindici anni. Con quali conseguenze sulla loro indipendenza
e sulla correttezza delle procedure di autorizzazione? "A premere
per la conferma di alcune nomine sono pressioni politiche trasversali,
di quelle che sopravvivono ai governi", commenta il professor Gian
Luigi Gessa, farmacologo ed ex membro della Cuf.
Un'altra delle inchieste del nuovo numero di Modus si chiama "Schiavi
di se stessi", un'analisi delle nuove dipendenze. Internet, lavoro,
gioco d'azzardo, sesso, shopping: perché queste attività
scatenano dinamiche devastanti nella psicologia di alcuni individui? In
più, grazie a un test, i lettori potranno scoprire se sono affetti
da dipendenza da lavoro.
Ingannati dal piatto spiega perché i nostri pasti sono sempre
meno nutrienti e alcuni semplici rimedi alla progressiva perdita di
vitamine e sali minerali delle nostre diete.
Un lungo articolo racconta l'ecologia del Mediterraneo e le ragioni
per avviare urgentemente degli interventi di conservazione che possano
arrestare il rapido deterioramento dei suoi ecosistemi.
Roma, 10 giugno 2005
|
|
|