|
Un'automobile su tre non è catalizzata, complessivamente circa 11,5
milioni di automobili ancora in circolazione sulle strade italiane.
Pertanto la qualità dell'aria è fortemente determinata dalla qualità obsoleta
dei motori in circolazione. Nelle grandi città italiane la quota della
automobili non catalizzate è ancora elevata senza eccessive distinzioni
geografiche:
| Città |
% autoveicoli non catalizzati |
| Roma |
29% |
| Bologna |
25% |
| Firenze |
25% |
| Genova |
26% |
| Torino |
29% |
| Milano |
29% |
| Palermo |
41% |
| Napoli |
57% |
| fonte Osservatorio Autopromotec - pubblicato
su Adnkronos 25 gennaio 2005) |
Il peso delle vecchie automobili sull'inquinamento urbano può
essere facilmente comparato con le nuove automobili, le emissioni di
polveri sottili di un'automobile diesel del 1990 sono equivalenti a quelle
emesse da 10 automobili diesel Euro4 (o da 5 automobili Euro3). A
questo proposito qualche mese fa riprendemmo le tabelle
dell'inquinamento pubblicate su Repubblica per evidenziare la relazione
delle vecchie automobili sull'inquinamento.
Finora l'intervento anti-smog più frequente è stato
il blocco del traffico. Secondo un recente sondaggio su Vanity Fair
circa il 70% degli italiani sono propensi a rinunciare all'automobile
per un giorno feriale alla settimana pur di migliorare la qualità dell'aria
cittadina (fonte Adnkronos 26/01/2005). Questo dato dimostra la consapevolezza
dei cittadini sul problema dello smog e la disponibilità, perlomeno dichiarata,
di sacrificare parte dei propri comportamenti pur di trovare una via d'uscita.
Il ricorso al blocco del traffico potrebbe però non essere sufficiente
nella lotta contro lo smog. Senza un rinnovo del parco circolante italiano
il blocco del traffico rischia di non essere utile e di avere soltanto
l'effetto temporaneo di allontanare il problema dello smog senza dargli
una soluzione definitiva.
L'Osservatorio Autopomotec suggerisce, in particolar modo, il potenziamento
della manutenzione dei vecchi veicoli in circolazione. Una nuova chiave
di lettura a cui si aggiunge anche la recente richiesta della Regione
Lombardia di ottenere dal Governo uno stanziamento di 500 milioni di euro
per attivare nuovi incentivi regionali alla rottamazione del parco circolante.
Il presidente della Regione Lombardia propone un "patto a tre" tra
Governo, Regione e case produttrici di automobili. Una sinergia di
sforzi per giungere all'obiettivo finale: ridurre l'inquinamento urbano.
(fonte Agi 25/01/2005). Il "patto a tre" proposto da Formigoni rende bene
l'idea degli interventi necessari per combattere in modo concreto le cause
dello smog. In assenza di un'intesa e di un coordinamento nazionale tutti
gli interventi locali, come il blocco del traffico, spostaranno soltano
il problema senza mai risolverlo del tutto.
Ecoage - 27 gennaio 2005
|