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In attesa del biofuel di seconda generazione Si stima che l’Europa non raggiungera’ l’obiettivo del 5.75 per cento entro il 2010, ma si fermera’ al 5 per cento. Dopo una fase iniziale di sviluppo, l'Unione Europea accusa un rallentamento sul versante del biofuel. Le ragioni possono essere sintetizzate nella seguente lista:
- Prezzi agroalimentari
Preoccupazione dei consumatori per la crescita dei prezzi del comporto alimentare e del presunto impatto dei biocarburanti sul prezzo agroalimentare, essendo la filiera dei biofuel una domanda alterativa di fattori produttivi (terra) e materie prime agricole.
- Andamento del prezzo del petrolio
La promozione dei biocarburanti e’ legata alla riduzione della dipendenza dei combustibili fossili e al prezzo di questi ultimi. Il recente calo di prezzo del greggio a seguito della crisi economica internazionale potrebbe rallentare la corsa al biofuel e alle energie alternative.
- Biocarburanti di seconda e terza generazione
Per superare gli handicap dei biocarburanti di prima generazione, in particolar modo il presunto impatto sui prezzi agroalimentari, la ricerca si sta indirizzando verso biofuel di seconda generazione, caratterizzati dall'essere prodotti mediante materie prime non alimentari (es. alghe, piante non commestibili ecc). L'attesa nei confronti delle innovazioni tecnologiche costituisce un ulteriore elemento di rallentamento allo sviluppo delle attuali agroenergie.
- Assenza standard internazionale sul biofuel
La situazione generale dei biocarburanti a livello globale si presenta molto complessa. Secondo il research manager di Frost & Sullivan, Kaushik Madhavan, da un lato, ci sono Paesi come il Brasile e la Svezia che hanno fortemente investito sul biofuel come alternativa petrolifera, dall’altro lato ci sono Paesi con piani di sviluppo a lungo periodo. In assenza di uno standard internazionale sulle caratteristiche qualitative del biofuel, le case automobilistiche che investono nel settore subiscono un elevato rischio. Oltre a dover certificare e garantire i veicoli, i costruttori di auto sono costretti ad operare in una giungla normativa, diversa da paese a paese, e spesso poco chiara. Fatta eccezione per alcuni singoli Paesi, come il Brasile, dove la normativa a riguardo è già chiara. Le case automobilistiche sono, infatti, preoccupate della qualita’ del prodotto proveniente dal Sud Est asiatico.
- Rischio Deforestazione
Alcuni paesi come la Svezia importano forti quantità di biofuel dall'emisfero sud del mondo (Brasile, Malesia ecc), contribuendo al fenomeno della deforestazione e all'innalzamento del prezzo delle materie agricole sui mercati internazionali. Per questa ragione sono in molti ad invocare una filiera corta del biofuel, cercando di avvicinare più possibile il luogo di produzione con quello di consumo. Un'altra soluzione potrebbe arrivare con l'introduzione di regolamenti e standard qualitativi all'importazione sui processi produttivi del biofuel o delle materie prime nel Paese d'origine.
< Fonti e bibliografia >
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