Il sito di stoccaggio delle scorie: torna il nome di Scanzano
"Affari e Finanza", supplemento di "Repubblica" del 14 luglio 2008 riporta in primo piano il dibattito sul nucleare. Già, perchè il nucleare dovrebbe essere il nuovo affare italiano. Parla Zampini (pag.4) dell'Ansaldo Energia e dice testualmente:"Quando fu identificato, 25 anni fa - riferendosi al sito di Scanzano jonico, per cui l'intera regione Basilicata nel 2003 si mobilitò contro la progettazione di tale sito - furono fatte accurate analisi fisico- geologiche che ne accertarono l'affidabilità. Non credo che le condizioni geologiche siano cambiate. Però per prima cosa vanno tenuti presenti gli avanzamenti del ciclo del combustibile, che viene oggi trattato e ritrattato all'interno dell'impianto in sicurezza, e la parte dei rifiuti è minima.". Scorrendo l'articolo di pag.5 compare l'ennesima intervista a Rifkin che per l'ennesima volta prova a far capire all'umanità che "la risposta al caro greggio" non è l'atomo. Rifkin aggiunge inoltre che "Gli Stati Uniti hanno straordinari scienziati e hanno investito 8 miliardi di dollari in 18 anni per stoccare i residui - nucleari - all'interno delle montagne Yucca dove avrebbero dovuto restare al sicuro per quasi 10.000 anni. Bene, hanno già cominciato a contaminare l'area nonostante i calcoli, i fondi e i super-ingegneri. Davvero l'Italia crede di poter fare meglio di noi? L'esperienza di Napoli non autorizza troppo ottimismo. E questa volta i rifiuti sarebbero nucleari, con conseguenze inimmaginabili". Parola di Rifkin.
14 luglio 2008
< Fonti e bibliografia >