I petrolieri bocciano l'auto a idrogeno ed elettrica
L'Unione Petrolifera (Up) ha divulgato il nuovo studio per delineare i possibili scenari futuri del mercato automobilistico. Secondo le compagnie petrolifere le automobili elettriche e a idrogeno liquido saranno un flop, soltanto 20 mila unità circolanti entro il 2020, mentre le automobili a gasolio passeranno dall'attuale 31% del parco circolante al 43%. L'Unione Petrolifera prevede un aumento delle auto ecologiche ma soltanto nella versione ibrida (segmento inaugurato dalla Toyota Prius nel 1997) in cui l'elettricità è prodotta da benzina, gasolio o metano. Secondo l'Up circoleranno entro il 2010 almeno 100 mila automobili ibride, 420 mila entro il 2020 (fonte dati AGI). Il rapporto è invece più ottimista sul versante delle auto a idrogeno fuel cell, una sorta di automobile ibrida in cui l'idrogeno è ricavato principalmente dal reforming della benzina. Brevi cenni alla crescita del trasporto pubblico, ovviamente alimentato da gasolio o benzina.
Il nostro commento. Quel che ci desta preoccupazione nel Rapporto non è tanto la visione del prossimo futuro in chiave pessimistica per le vetture ecologiche da parte dell'Unione Petrolifera tanto il fatto che la distribuzione capillare dell'idrogeno, del biocarburante o del metano sia a tutti gli effetti una scelta aziendale delle stesse compagnie petrolifere che rilasciano questa visione negativa. E' difficile pensare che ci sia un decollo effettivo delle automobili ecologiche in assenza di distributori. D'altronde è anche impensabile pensare a un intervento dello Stato per adeguare la rete di distribuzione dei carburanti ecologici, in considerazione del forte gettito fiscale verso le casse dello Stato proveniente dalle accise sui prodotti petroliferi.
20070708
Fonte: Ecoage
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