Gli effetti sulla salute del cambiamento climatico
Il cambiamento climatico sta causando l'avanzata delle malattie tropicali e delle allergie in Europa. Gli inverni più miti riducono l'incidenza delle influenze invernali, dimezzate nell'inverno 2007 (7,5 casi ogni 1000 abitanti in Italia), ma sopravvivere al caldo estivo e alle conseguenze sanitarie sarà sempre più difficile. Già nell'estate 2003 l'ondata anomala di caldo torrido provocò centinaia di migliaia di malori estivi e 35 mila vittime, in gran parte anziani residenti in città. Sono proprio queste ultime, le città, a candidarsi come luogo peggiore in cui vivere per i soggetti a rischio (bambini e anziani). Lo smog urbano e la concentrazione di ozono a bassa quota determinano un aumento delle malattie respiratorie e cardiocircolatorie.
I malori estivi non sono comunque l'unico problema contro cui noi europei dovremo scontrarci. Con l'aumento delle temperature si diffonderanno in Europa anche i casi di malaria a causa dell’habitat caldo-umido ideale per il moltiplicarsi a dismisura di insetti e zanzare. Il primo caso di malaria è stato registrato nell'agosto 2006 in Corsica. Cresceranno anche i casi di infezione alimentare. Le acque stagnanti tiepide favoriscono l’insorgere di epidemie di salmonella e di colera.
L'indebolimento dello strato di ozono consente ai raggi solari di giungere sulla superficie terrestre con maggiore potenza, causando l'insorgere delle malattie della pelle, tumori e melanomi. L'esposizione solare sarà sempre più sconsigliata e pericolosa nelle fasce centrali della giornata. Ultimi ma non meno importanti gli eventi meteo estremi come alluvioni, tempeste e urgani, sempre più frequenti anche nelle ex fasce temperate.
Questo è il quadro sanitario per un abitante della vecchia Europea, a cui dovranno aggiungersi i problemi sociali derivanti da una maggiore pressione migratoria proveniente dal sud del mondo. L’attuale epoca si delinea sempre più come un periodo di passaggio epocale. Le conseguenze finora descritte per le zone temperate saranno ben più esasperate in quelle tropicali. I fenomeni meteo estremi e la desertificazione ridurranno progressivamente il potenziale agricolo e renderanno più difficile l'approvvigionamento di acqua potabile. Come ben delineato in un recente rapporto statunitense (vedi articolo "effetto guerra"), le difficoltà crescenti nelle fasce tropicali spingeranno ulteriormente sui flussi demografici verso le aree temperate con inevitabili problemi sociali.
20070426
< Fonti e bibliografia >