“Da Gleaneagles non
è uscito niente di buono. Nessun target, nessun impegno concreto,
nessuna scadenza precisa. Solo chiacchiere. E sostenere, come pure qualcuno
fa, che i risultati del vertice siano stati positivi perché Bush
ha finalmente riconosciuto che l’effetto serra esiste ci sembra
davvero ridicolo. Sono anni che gli scienziati evidenziano la stretta
correlazione tra cambiamenti climatici e attività antropiche inquinanti.
Bush oggi - a otto anni dalla prima stesura del protocollo di Kyoto –
confermando questa relazione scopre solo l’acqua calda. E anche
il principale tema in discussione, quello della lotta alla povertà,
si è chiuso con un nulla di fatto: belle parole, impegni zero”.
E’ decisamente critico il commento di Legambiente al documento conclusivo
del G8 in Scozia, che si chiude forse senza passi indietro, ma nemmeno
con un minimo progresso e, purtroppo, tragicamente segnato dall’orrore
di Londra. “Gli Usa che per anni hanno ritardato l’entrata
in vigore del Protocollo di Kyoto non ratificandolo – ha sottolineato
Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente – hanno
nuovamente imposto la propria linea, la stessa di sempre. Si ammette oggi,
a differenza del passato, che l’effetto serra c’è,
ma la risposta statunitense è sempre tesa ad affossare Kyoto proponendo
di aspettare l’idrogeno (almeno vent’anni) e di investire
sulla ricerca in nuove fonti energetiche. Obiettivi di lunghissimo periodo
che mal si conciliano con la scadenza del 2012 indicata dal trattato per
la riduzione delle emissioni climalteranti. A questo punto c’è
da sperare che l’Europa intanto percorra con decisione la strada
di Kyoto, in attesa che gli Usa recedano dal loro miope e cinico immobilismo”.
L’Ufficio Stampa Legambiente
(06 862681)
Ecoage - 0 luglio 2005
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