| La fusione nucleare è
la sfida del terzo millennio. Ogni attività umana produce inquinamento,
tuttavia la fusione nucleare potrebbe consentire l'abbattimento di tutti
i problemi emersi dall'esperienza della fissione nucleare (ovvero l'attuale
processo mediante il quale si produce energia dal nucleare dal 1950).
E' una via pulita per produrre energia, senza rischi di esplosioni devastanti
o irraggiamento da scorie radioattive. La fusone nucleare si basa sul
medesimo processo utilizzato dalle stelle e dal Sole.
International Thermonuclear Experimental Reactor (ITER)
E' il progetto per realizzare la fusione promosso da Canada, UE, Giappone,
Russia, Cina, Corea del Sud e USA. La costruzione durerà almeno
dieci anni e produrrà energia a partire dal 2035. E' prevedibile
un certo ritardo, la fusione nucleare potrebbe diventare una realtà
solo dalla metà di questo secolo. L'Iter è l'ultimo passo
di una lunga serie di sperimentazioni scientifiche iniziata nei primi
anni '90. Recentemente è stata decisa la localizzazione del primo
reattore nucleare a fusione in Francia, dopo una lunga fase di negoziazione
con Giappone e Stati Uniti.
Quali sono i vantaggi dei reattori a fusione?
- il 90% delle scorie hanno una bassa radioattività che si esaurisce
in soli cento anni. Si elimina quindi anche il problema sociale e politico
dello stoccaggio.
- la fusione produce un gas di scarico non radioattivo (l'elio)
- non produce gas ad effetto serra che influiscono sul riscaldamento
globale
- non produce plutonio o altri materiali utilizzati per finalità
belliche
- il combustibile della fusione è estratto dall'acqua, una risorsa
presente in qualsiasi paese del mondo
- si riducono le conseguenze in caso di incidente, il reattore
a fusione tende a raffreddarsi arrestando spontaneamente il processo
di fusione.
Nota: nel caso dell'attuale fissione nucleare le conseguenze sono invece
drammatiche poichè le grandi quantità del combustibile
uranio tendono a produrre calore in una reazione a catena incontrollata,
provocando la fusione del nocciolo del reattore e la conseguente emissione
nell'atmosfera di enormi quantità di radiazioni (es. Chernobyl).
Come funziona la fusione nucleare?
Il combustibile dei reattori a fusione è dato dal deuterio e dal
litio, entrambi
estratti dall'acqua e dal terreno. Es. 200 kg di litio
e 100 kg di deuterio possono produrre 1000 MWh di potenza elettrica. Gli
isotopi dell'idrogeno (deuterio, trizio, ecc.) sono posti sotto vuoto
e riscaldati ad alte temperature fino a formare il "plasma"
(nuclei separati dagli elettroni). Quest'ultimo viene poi riscaldato a
sua volta da corrente elettrica per far sì che gli atomi di idrogeno
si fondano rilasciando energia e atomi di elio.
Nella fusione nucleare due nuclei leggeri si fondono per ottenere nuclei
pesanti, generando energia per difetto di massa (dopo la fusione la massa
è sempre minore alla somma dei due nuclei, la parte di materia
mancante si è trasformata in energia).
Perchè la fusione nucleare richiede altissime temperature per
compiersi?
Due nuclei posti ad una distanza minima (millimiliardesimo di millimetro)
tendono a fondersi sotto spinta della forza di gravità nucleare
rilasciando energia. Il processo di fusione è però ostacolato
da un'altra forza, quella elettrostatica. Questa forza è provocata
dalla carica positiva dei protoni che li porta a respingersi. Per superare
la barriera elettrostatica i nuclei devono essere portati ad uno stato
di eccitazione raggiungibile solo ad altissime temperature (100 milioni
di gradi), tali da spingere al movimento i nuclei e quindi a scontrarsi
(ovvero a fondersi).
Il problema delle temperature elevate
Le alte temperature richieste dalla fusione pongono un problema concreto:
nessun materiale può resistere a centinaia di milioni di gradi.
Negli ultimi anni si è cercato di risolvere il problema creando
dei campi magnetici tali da distanziare il plasma dalle pareti metalliche.
Il problema dell'energia per avviare la fusione
L'energia necessaria per provocare la fusione nucleare è pertanto
elevata. Nei primi esperimenti l'energia prodotta non ha compensato quella
necessaria per produrla. Un problema di non poco conto che gli scienziati
devono cercare di superare per consentire una concreta applicazione industriale
della fusione nucleare.
Per queste ragioni, la fusione nucleare può considerarsi come
la vera sfida del terzo millenio.
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