Nucleare Iraq
Rubate 280 tonnellate di esplosivo in Iraq
Circa 380 tonnellate di esplosivo ad alto potenziale sono state
rubate da un deposito di Al Qaqaa a pochi chilometri da Baghdad. La
preoccupante notizia è stata pubblicata sul New York Times del
24 ottobre 2004.
L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) era già
stata informata della scomparsa del materiale lo scorso 10 ottobre 2004
dallo stesso governo iracheno. L'esplosivo ad alto potenziale può
essere di fatto utilizzato come detonatore per armi nucleari e ciò
desta preoccupazione su scala mondiale.
Il deposito di Al Qaqaa era incustodito e non sorvegliato dalle
forze d'occupazione. Non si conosce la data del furto avvenuto
presumibilmente dopo l'ultimo inventario documentato del deposito risalente
al 9 aprile 2004. L'esplosivo sottratto potrebbe essere finito nelle mani
del terrorismo locale o internazionale con conseguenze drammatiche per
la sicurezza nello stesso Iraq o nei paesi occidentali.
L'Aiea aveva già avvisato pubblicamente gli Usa dell'elevato rischio
di furti al deposito di Al Qaqaa da ben prima dell'inizio della
guerra in Iraq. Il deposito a sud di Baghdad era noto da almeno quindici
anni agli ispettori delle Nazioni Unite e al Pentagono. Il regime militare
di Saddam Hussein vi fabbricava testate convenzionali e la stessa agenzia
Aiea aveva smantellato nei primi anni '90 le attrezzature del vecchio
programma nucleare iracheno proprio ad Al Qaqaa. Il direttore generale
dell'Aiea, Mohamed El Baradei, si dichiara sconcertato
per le potenziali conseguenze dell'accaduto.
Tra il materiale trafugato si registra il tipo Hmz e Rdx, lo stesso che
causò la morte di 300 persone nell'esplosione di un edificio di
Mosca nel 1999.
L'esplosivo richiama alla memoria alcuni tragici attentati avvenuti negli
ultimi anni come quello di Lockerbie. I terroristi libici che causarono
l'attentato sul volo della Pan Am Flight 103 su Lockerbie nel 1988 utilizzarono
soltanto una libra di alcuni esplosivi tra quelli trafugati in Iraq per
uccidere 270 persone.
Adesso il compito di ritrovare l'esplosivo scomparso è stato affidato
all'Iraqi Survey Group della CIA Task Force, lo stesso gruppo incaricato
della ricerca di armi di distruzione di massa in Iraq.
Inevitabilmente, la notizia diventa anche materia prima politica nella
corsa alla Presidenza americana. Il candidato dei democratici John
Kerry accusa il presidente Bush di aver peggiorato lo stato di
sicurezza degli americani:
"Now we know that our country and our troops are less safe
because this president failed to do the basics," Mr. Kerry said.
"This is one of the great blunders of Iraq, one of the great blunders
of this administration. The incredible incompetence of this president
and his administration has put our troops at risk and put our country
at greater risk than we ought to be." (fonte New York Times
26/10/2004)
Il materiale esplosivo aumenta, di fatto, il potenziale terroristico
per le autobombe, per le esplosioni di’ edifici e persino per detonazioni
nucleari. La preoccupazione si manifesta anche nelle parole di Madeleine
K. Albright:
"It's an outrageous mistake, and one I'm afraid we will pay
for for a long period of time" (fonte New York Times 26/10/2004)
L'amministrazione Bush replica alle accuse affermando che il
furto aumenta il rischio di esplosioni ma non anche di proliferazione:
"This is a high explosives risk, but not necessarily a proliferation
risk"
Per realizzare testate nucleari sono necessari anche altri componenti
difficili da reperire. L'amministrazione Bush rammenta poi le 243.000
tonnellate di munizioni distrutte dalle forze della coalizione dall'inizio
del conflitto in Iraq, materiale bellico spesso nascosto dal regime di
Saddam Hussein in luoghi inaccessibili ed edifici civili come scuole,
ospedali o normali abitazioni.
L'articolo scandalo apparso il 24 ottobre 2004 sul New York Times,
il primo a dare la notizia del furto, evidenzia però come il deposito
fosse di fatto nella lista degli obiettivi strategici delle forze della
coalizione angloamericana fin dal 2003. Lo stesso presidente Bush aveva
inserito il deposito di Al Qaqaa come potenziale strumento della ripresa
del programma nucleare iracheno per giustificare l'invasione in Iraq.
Ancora una volta il materiale nucleare dimostra la sua potenziale pericolosità.
Se la tecnologia nucleare può definirsi perfetta non altrettanto
può dirsi dell'uomo che l'adopera.
Ecoage - 26/10/2004
Fonti
New
York Times del 24 ottobre 2004
New
York Times del 26 ottobre 2004
Lettera
all'Aiea del 10 ottobre 2004
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