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La Francia ha bocciato la Costituzione europea. Il 54,87% degli elettori
francesi alle urne ha votato 'No' al referendum popolare, il 45,13% ha
votato 'Si'. Un risultato anticipato già nei giorni scorsi
dai sondaggi prereferendari. L'affluenza alle urne ha raggiunto il 70%
degli aventi diritto, dimostrando ancora una volta il grande interesse
dei cittadini francesi per la "questione europea". Il precedente
referendum europeo del '92 sul Trattato di Maastricht aveva registrato
il 69,7% di affluenza. Il presidente Jacques Chirac ha dichiarato di prendere
atto della decisione dei francesi assicurando però di voler onorare
ogni impegno con l'Unione Europea.
La crisi politica francese. Secondo molti analisti il voto francese
è anche un chiaro messaggio politico al presidente della repubblica
Jacques Chirac. Il presidente francese ha fortemente voluto il
referendum francese per l'Europa ed esce indebolito dall'esito delle urne.
Con molta probabilità la guida del governo francese cambierà
nei prossimi giorni per dare un cambio di rotta evidente all'elettorato
francese. Anche il partito socialista francese, sostenitore del referendum
per il SI, esce sconfitto dalle urne e decisamente spaccato in due. Secondo
i politologi le cause del malcontento sociale francese sono attribuibili
a diverse cause, in primo luogo dalla disoccupazione e alla paura di perdere
posti lavoro e salari. I veri vincitori politici spaccano trasversalmente
tutto l'orizzonte politico francese: a festeggiare troviamo l'estrema
destra di Jean Marie Le Pen, i nazionalisti di De Villiers ma anche una
gran parte dei socialisti contrari alla Carta Europea come il numero due
del PSF Laurent Fabius, potenziale futura guida del PSF nei prossimi anni.
Dalle prime analisi si nota pertanto una completa frammentazione dei
grandi partiti del passato. Una crisi sociale e generazionale riscontrabile
anche nel rifiuto alla carta costituzionale da parte delle classi operaie
francesi e delle nuove generazioni. Favorevoli alla carta costituzionale
europea restano gran parte degli anziani.
Tralasciando la crisi politica francese, inevitabilmente il cammino europeo
subirà una battuta d'arresto aprendo una crisi all'interno della
stessa Unione Europea di cui la Francia è un paese fondatore. Una
crisi politica che non fermerà comunque le procedure di ratifica
della Carta Europea da parte degli altri paesi membri UE. Pur accusando
lo stop francese l'Unione Europea andrà avanti.
Ecoage 30 maggio 2005
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