Fine del petrolio più vicina
Le riserve di petrolio finiranno prima del previsto. A sostenerlo è un gruppo di scienziati riuniti nell'Oil Depletion Analysis Centre di Londra, una società di studi britannica che esamina l'esaurimento delle risorse petrolifere. Il recente rapporto del centro studi britannico ha contestato le cifre ottimistiche e rassicuranti pubblicate nel rapporto annuale "Statistical Review of Word Energy" dagli esperti delle compagnie petrolifere, in base al quale le riserve attuali di petrolio sono sufficiente a garantire almeno altri 40 anni ai ritmi attuali di consumo. Gli scienziati di Londra contestano questa previsione, ipotizzando il raggiungimento del picco petrolifero nei prossimi quattro anni e un successivo incremento dei prezzi del greggio a innescare la recessione su scala mondiale. Secondo il professor Colin Campbell, direttore dell'Oil Depletion Centre, il picco petrolifero del petrolio "leggero", più economicamente estraibile, è stato già raggiunto nel 2005. Per il petrolio "pesante", le cui riserve sono più in profondità nel sottosuolo, il picco sarà invece raggiunto nel 2011. Oltrepassato il punto di massima produzione l'estrazione annuale di barili (oggi 85 miliardi di barili/giorno) sarà destinata a decrescere e i prezzi ad aumentare. Le compagnie petrolifere negano lo scenario prospettato dagli esperti dell'Oil Depletion. Va però ricordato che queste ultime fino a pochi anni fa erano riluttanti ad ammettere l'esistenza stessa dell'effetto serra e del cambiamento climatico.
Se le cifre presentate dall'Oil Depletion Centre saranno confermate dai fatti il pianeta si troverà ben presto a secco e senza la spia gialla della riserva ad avvisarci in tempo. Forse scrivere queste cose fa apparire catastrofisti. Ci basta però ricordare che per sua disgrazia Cassandra aveva sempre ragione.
20070615
< Fonti e bibliografia >