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In Brasile i biocarburanti sono già una realtà da molti
anni. Da decenni il grande paese sudamericano spicca negli investimenti
sul carburante naturale tratto da alcool vegetale estratto dalla canna
da zucchero, ben più a buon mercato della normale benzina pura.
Immaginate ora un'automobile in grado di andare indifferentemente
a benzina o ad alcool di canna da zucchero. Queste auto bicombustibili
permettono di fare il pieno con la normale benzina, con alcool (cd bioetanolo)
o con un qualsiasi mix fra i due. In Brasile potreste comprarla anche
oggi al prezzo di una qualsiasi utilitaria.
Quello che però lascia sorpresi è scoprire queste automobili
sono prodotte dalla FIAT con tecnologia italiana della Magneti Marelli.
La Fiat è infatti la maggior produttrice di auto bicombustibile
del Brasile.
Non ci credete? Provate a visitare il sito della filiale brasiliana della
FIAT web www.fiat.com.br
con lo slogan ben in evidenza della campagna pubblicitaria "Vai
de Alcool ou Gasolina? Tanto faz!!!" (alcol o benzina? tanto
è lo stesso). I motori Flex della Fiat sono in grado di
funzionare allo stesso modo e con le stesse performance sia con i carburanti
tradizionali sia con quelli naturali a base di alcool. Proprio in questi
giorni sul mercato brasiliano FIAT ha lanciato i modelli più popolari
della Mille, Palio e Siena dotati di motorizzazione flex da un litro (non
cercatele in Italia, sono vendute in Brasile).
La rivoluzione flex con auto che vanno indifferentemente
a benzina, gpl o ad alcool di canna da zucchero ha completamente stravolto
il mercato automobilistico brasiliano nel giro di pochi mesi. Un boom
senza precedenti che ha riportato la FIAT alla leadership del mercato
automotive giallo-oro.
Un boom per caso? Non sembra. L'impressione è quella
di un'attenta pianificazione dell'innovazione tecnologica cui seguiranno
futuri investimenti. Riprendiamo uno stralcio di un articolo pubblicato
su Repubblica il 18 marzo 2005:
"la Magneti Marelli ha già annunciato l'arrivo entro fine
anno di un nuovo veicolo dotato del suo sistema "tetra" che
permetterà di andare a benzina pura (carburante utilizzato in Argentina,
Cile e Uruguay), a benzina con parte di alcool (miscela tipica del Brasile),
ad alcool puro e/o gas naturale: e con analoghe performance"
(fonte Repubblica.it 18/03/2005).
Il boom dei biocambustibili sembra pertanto già avviato, pronto
a disegnare i prossimi scenari futuri mondiali. Come ben sappiamo la storia
è molto spesso scritta dai carburanti. Iran e Cina hanno già
mostrato interesse ai motori flex. Non a caso il presidente brasiliano
Lula in una sua recente visita in Cina ha portato in dono proprio una
Fiat Palio bicarburante prodotta dagli stabilimenti brasiliani. Il 25%
mercato brasiliano è già flex e la rete distributiva delle
stazioni di servizio è stata sufficientemente adeguata alla duplice
offerta "verde" o "rossa". Rispetto all'Italia, però,
la benzina verde in Brasile è "veramente" verde, ossia
bioetanolo. Una domanda crescente di bioetanolo con evidenti effetti nel
settore dell'agricoltura. Le piantagioni di canna da zucchero in Brasile
stanno letteralmente sostituendo le storiche coltivazioni del caffè.
Una vera rivoluzione tecnologica e commerciale, firmata col contributo
di una casa automobilistica italiana... in Brasile.
Paradossalmente proprio in Italia i biocarburanti sono ancora sospesi
in una lunga fase sperimentale nonostante la stessa Unione Europea spinga
per una loro rapida introduzione. Le solite stranezze del vecchio continente.
fonte:
Repubblica.it
Progetto Meg
Ecoage - 11 aprile 2005
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