ESCE DI SCENA IL GENERALE JEAN
Il Consiglio dei Ministri ha deciso di rivedere i vertici della societą pubblica di gestione delle scorie radioattive italiane,
Sogin. L'azienda era stata catapultata al centro di un immenso ciclone mediatico nel novembre del 2003, in occasione della controversa decisione di impiantare a sorpresa un deposito unico di scorie nella localitą di Scanzano Jonico (Basilicata). La popolazione insorse contro quella decisione che prevedeva il trasporto immediato in loco di tutte le scorie, riposte in container sotto scorta militare, e la costruzione del deposito geologico entro 5-8 anni scavato nel sottosuolo a 800 metri di profonditą. Alla protesta dei cittadini lucani fecero seguito i profondi dubbi manifestati sul progetto da parte del premio Nobel, Carlo Rubbia, a quei tempi ancora a capo dell'
ENEA. Al centro dell'attenzione finģ soprattutto il commissario Carlo Jean, ex generale ed esperto di strategia militare, nominato dal governo Berlusconi con poteri eccezionali per trovare una soluzione definitiva al problema della messa in sicurezza delle scorie nucleari. Furono sollevate molte critiche verso la figura del commissario eccezionale per la sua duplice veste di controllore (commissario) e di controllato (presidente Sogin). I vertici della societą pubblica saranno adesso riscritti dal ministro Bersani. La notizia non passa inosservata in Basilicata dove l'associazione "
Scanziamo le Scorie" di Terzo Cavone, luogo ove doveva essere costruito il deposito, manifesta piena soddisfazione per la decisione presa dal nuovo governo.
Andrea Minini
Associazione Ecoage
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29/12/2006
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