L'EOLICO DIVIDE GLI AMBIENTALISTI
Le energie rinnovabili sono da sempre ben accolte dal mondo ambientalista che le candida come icona di un mondo possibile, più sostenibile di quello attuale. Da qualche anno però fa eccezione a questa regola generale l'energia dal vento: l'eolico. Spesso contestato per il suo impatto sul paesaggio, per i danni all'avifauna e per la rumorosità degli impianti, l'eolico continua a spaccare l'opinione ambientalista. Paradossalmente la fonte rinnovabile più criticata dagli ambientalisti sembra essere proprio quella, l'unica, ad aver raggiunto la maturità economica. L'energia eolica è infatti quella più competitiva tra le rinnovabili (idroelettrico a parte), in grado di affrontare la sfida con le fonti fossili. Ne è la prova la nascita in pochi anni di una fiorente industria di settore. Non sembrano però diminuire i contrasti interni tra gli ambientalisti sulla recente diffusione delle pale eoliche sul territorio nazionale.
La polemica tra Legambiente e Italia Nostra. Un recente botta risposta tra due delle principali associazioni ambientaliste italiane sul progetto del parco eolico a Scansano in
Toscana rende bene l'idea della divisione. L'associazione Italia Nostra ha presentato un ricorso per bloccare la costruzione del parco eolico trovando l'opposizione di Legambiente, altra grande associazione ambientalista italiana, che si dichiara favorevole alla diffusione dell'eolico. Nel merito le dieci pale eoliche di Scansano dovrebbero sorgere, secondo Legambiente, in un'area dove sono già presenti tralicci elettrici con la medesima altezza, senza eccessivo impatto sul paesaggio. Di tutt'altro avviso Italia Nostra secondo cui l'euforia per l'eolico rischia di causare un notevole impatto sul paesaggio nazionale e sulla tutela dell'ambiente naturale, viene poi puntato l'indice anche sullo scarso apporto energetico dell'eolico, circa il 6% della domanda elettrica nazionale con oltre 2000 torri già installate. Non entriamo nel merito dello scambio polemico di battute e di accuse tra i rispettivi presidenti delle due associazioni per concentrarci sul nocciolo del problema dell'eolico. Sulla questione si è già spaccato il mondo degli ambientalisti italiani, da una parte i "progressisti" favorevoli alle energie rinnovabili in quanto migliori di altre fonti più inquinanti come carbone e petrolio, dall'altra i "conservatori" preoccupati che l'eccessiva spinta dell'eolico si traduca in disastri ambientali e paesaggistici.
Moratoria eolica in Basilicata. Sullo sfondo della polemica toscana si aggiunge la recente decisione, in questi giorni, da parte di alcune associazioni locali di chiedere una moratoria sull'eolico nella regione Basilicata che si unisce alle contestazioni simili già messe in atto in passato da Puglia e Sardegna. Anche in questo caso troviamo Italia Nostra tra le associazioni firmatarie della moratoria e Legambiente tra quelle propense all'ascesa dell'eolico.
Quale ambientalismo? Pur essendo tutti d'accordo sulla necessità di favorire l'ascesa dell'eolico entro i limiti della tutela del paesaggio, non sembra però chiaro e definito tra gli stessi ambientalisti il limite comune da adottare. Tralasciando i regionalismi di sorta, contrari all'installazione di qualsiasi impianto sul proprio territorio, resta da chiedersi quale futuro energetico potrà avere l'Italia nel prossimo futuro e quale sarà la posizione degli ambientalisti italiani a riguardo. Perlomeno al momento, purtroppo, è molto difficile sintetizzarne una sola mentre abbondano le contraddizioni.
Andrea Minini
Associazione Ecoage
09/05/2006
< Fonti e bibliografia >