| Un recente studio
della NASA convalida la tesi del surriscaldamento del globo.
La conferma arriverebbe dall’osservazione dai satelliti in orbita.
L'energia in arrivo sulla terra dal sole è superiore a quella rilasciata
verso l'atmosfera e l'accumulazione d’energia sulla superficie della
terra è responsabile del cambiamento climatico. Se questo studio
non sarà contestato dalla comunità scientifica, la Nasa
prevede per i prossimi anni un graduale innalzamento del livello dei mari
come conseguenza dello scioglimento dei ghiacci.
Paradossalmente alla base dell'effetto serra ci sarebbe pertanto un sovraccarico
d’energia proveniente dallo spazio. Una constatazione che,
se vera, lascia perplessi. L’attuale fase storica mondiale è
caratterizzata dal rapido sviluppo dei paesi emergenti e dal problema
della scarsità delle fonti di energia e dell'approvvigionamento
energetico. Sulla Terra non c’è energia per tutti ma dallo
spazio ne arriverebbe troppa.
C'è da chiedersi, esiste un modo per sfruttare quest'energia
in eccesso? Trovare un modo per valorizzare l’energia in
arrivo dallo spazio e compensare quella ricevuta e non rilasciata dalla
superficie terreste. Le energie rinnovabili potrebbero fornire una risposta
valida: sono inesauribili, non contribuiscono ad aumentare l'effetto serra,
consentono di limitare gli effetti negativi dell'eccesso d’energia
proveniente sulla terra dal sole.
La Francia ha un potenziale considerevole in energia rinnovabile: biomasse,
eolico, solare. Purtroppo il paese si trova però ancora indietro
rispetto agli altri paesi europei.
Le biomasse costituirebbero un aspetto economico fondamentale.
Che senso ha sovvenzionare la nostra agricoltura all'esportazione contribuendo
in tal modo a penalizzare gli agricoltori dei paesi poveri? Potremmo riorientare
parzialmente la nostra agricoltura verso il settore energetico, valorizzando
le coproduzioni per la chimica, la farmaceutica o la cosmetica. Esistono
molteplici possibilità di utilizzare le biomasse anche per finalità
energetiche: riscaldamento, biocarburanti, biogas ecc.
La riconversione alla nuova cultura energetica delle terre permetterebbe
di produrre oltre il 25% del carburante utilizzato per i trasporti. Il
trattamento delle biomasse agricole e urbane potrebbe anche soddisfare
il 10% del fabbisogno nazionale di gas. Non è forse più
intelligente convertire l'agricoltura a questo fine piuttosto che contribuire
a rovinare gli agricoltori dei paesi poveri? Si tratterebbe, essenzialmente,
di utilizzare una parte dei contributi agricoli attuali per destinarli
all'agricoltura con finalità energetiche. La nascita della nuova
filiera ridurrebbe il divario tra il Nord e il Sud del mondo. Va inoltre
considerato l'importante nuovo apporto occupazionale della filiera nelle
industrie di trasformazione per la produzione dei biocarburanti e del
biogas.
Una fonte di energia rinnovabile ormai matura è l'energia
eolica. Il settore eolico cresce in Europa con tassi del +20/30%
ogni anno. Il potenziale francese è elevato, l'Agenzia Internazionale
per l'Energia (AIE) stima per la Francia, una potenza di 140.000 GW (di
cui 80.000 GW sul mare) pari al 25% del fabbisogno nazionale d’energia
elettrica. Attualmente la regolamentazione non è però favorevole
allo sviluppo dell'elico in Francia.
Anche il settore del fotovoltaico registra ogni anno un forte
tasso di crescita del +30% che consente gradualmente l'abbattimento
nei costi di produzione dei pannelli solari tramite la produzione di massa.
Nei prossimi 20-30 anni l'energia fotovoltaica, integrata nelle nostre
case, soddisferà il 25% del nostro consumo nazionale d’elettricità.
Queste semplici ragioni, oggi marginali, potrebbero diventare decisive.
Prelevare l'energia ricevuta sulla Terra darebbe un forte impulso alle
energie rinnovabili e consentirebbe di ridurre la nostra dipendenza energetica
e supplire all'esaurimento del petrolio. Infine, permetterebbe di ridurre
i gas e l'effetto serra.
La Francia ha la possibilità di disporre di un potenziale considerevole
d’energia rinnovabile, ai politici il compito di dare l'impulso
per trasformarlo in realtà e liberarci dall'angoscia del cambiamento
climatico prima che diventi uno dei problemi principali della nostra società.
Fonte: articolo pubblicato su Le
Monde (22/06/2005) di Francis Meunier, Professeur au CNAM (chaire
de physique du froid) et président du département sciences
et techniques industrielles.
Ecoage 3 luglio 2005
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