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Per affrontare correttamente l'argomento è necessario evidenziare
la differenza tra le vecchie centrali nucleari e quelle basate sui reattori
di ultima generazione.
A) I reattori tradizionali sono basati sul principio della generazione
di calore dal nocciolo, il luogo dove avviene la reazione di fissione
nucleare. Il calore a sua volta produce forza-vapore in grado di muovere
turbine per generare elettricità. Il combustibile per ottenere
la fissione dell'atomo è l'uranio arricchito. Le temperature medie
di funzionamento oscillano intorno ai 330° C. Questa tecnologia produce
scorie nucleari, la cui radioattività può durare migliaia
di anni (anche 100.000). I reattori tradizionali sono stati anche teatro
d'incidenti durante la loro storia, quello più grave accaduto a
Chernobyl nel 1986.
B) I reattori di nuova generazione
I nuovi reattori nucleari a fissione prendono spunto dall'esperienza
passata. Sono molto più sicuri dei reattori tradizionali, in caso
di incidente le conseguenze sono minimizzate da doppi apparati di sicurezza
basati sia su sistemi automatizzati e su principi fisici. Citiamo due
reattori utilizzati nelle centrali nucleari di nuova generazione.
- Nel reattore "a spettro veloce" il nocciolo è immerso
nel sodio liquido, capace di scongiurare la dispersione di calore in
caso di incidente. Il combustibile è il medesimo (uranio liquido)
delle centrali tradizionali. Il problema delle scorie radioattive non
viene risolto. La temperatura media è superiore ai reattori tradizionali
e raggiunge circa 500°.
- Nel reattore "a letto di sfere" il nocciolo è composto
anche da grafite per garantire la resistenza fino a 1600°. Il Sud
Africa realizzerà un prototipo di questo reattore nel 2006. Questo
reattore, pur non eliminando il problema delle scorie, ha il pregio
di non produrre plutonio (materia prima dell'industria bellica di armi
atomocihe). Il reattore utilizza come combustibile l'ossido di uranio
con elementi di grafite.
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