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Se la bolletta dell'elettricità degli italiani è troppo
cara, il costo dellenergia elevato per le industrie e l'Italia in
costante deficit energetico, la situazione non sembra altrettanto negativa
per le industrie italiane del settore energia. In relazione a un articolo
pubblicato su "IlSole24Ore" le aziende del settore energetico
registrano performance talmente positive da sostenere l'intero comparto
industriale italiano:
"(...) molto del recupero dell'industria è dovuto alle
positive performance del settore energetico, i cui gruppi beneficiano
di posizioni largamente dominanti nell'elettricità e nel gas."
(ilSole24Ore,
18 maggio 2005).
Rileggendo attentamente questo stralcio di articolo ritroviamo due elementi
chiave: "performance del settore energetico" e "posizioni
largamente dominanti". Di conseguenza larticolo ribadisce
una situazione di scarsa concorrenza di mercato dell'energia in Italia,
già evidenziata lo scorso anno nel Rapporto annuale dellAuthority
per lEnergia . Unulteriore informazione sullo stato della
redditività delle industrie energetiche italiane si apprende leggendo
un altro stralcio ripreso dallo stesso articolo de IlSole24Ore
"I margini di Eni, Enel e Edison coprono infatti, in totale,
oltre i tre quarti del Mon del settore industriale e il 54% di quello
dell'intero aggregato. L'Eni in particolare, con un Mon di 12,5 miliardi,
salito del 27% sul 2003, rappresenta oltre la metà dei margini
delle imprese industriali e il 37% di quelli dell'aggregato generale."
(ilSole24Ore,
18 maggio 2005).
Volgendo lo sguardo ai consumatori rinveniamo uno scenario ben diverso.
Il portafoglio dei consumatori continua a soffrire per il crescente prezzo
nei carburanti e nell'elettricità. In particolar modo la nostra
tariffa dellelettricità vanta l'infelice primato di essere
la più alta in Europa.
Esiste un legame tra rendita del produttore e rendita del consumatore?
La realtà è sicuramente più complessa ma in periodi
in cui si declama il ritorno del nucleare come panacea dei mali
italiani ben poco ci si sofferma, invece, sul modo in cui migliorare il
sistema energetico attuale.
E per l'appunto di oggi la dichiarazione rilasciata dal neoministro
delle attività produttive Claudio Scaiola :
"Devo dire con estrema chiarezza che si e' fatto tempo di riparlare
della questione dell'energia nucleare. Occorre che in questo Paese si
riapra una discussione su questo punto lontana da impostazioni ideologiche
e attenta solo ed esclusivamente ai due principi guida che la possono
condurre: l'ottica costi-ricavi e l'ottica, scientificamente fondata,
della tutela ambientale" (Reuters,
26 maggio 2005)
Un chiaro segnale dellattuale governo a favore del ritorno allenergia
nucleare in Italia da parte del Ministero delle Attività Produttive.
Sorvolando sulla problematicità di un ipotetico ritorno al nucleare,
si ricordi soltanto come da due anni si attenda dallo stesso Ministero
delle Attività Produttive il decreto di attuazione sulle tariffe
del conto energia solare, mantenendo non operativa
la legge
387/2003 che avrebbe dato allItalia la spinta decisiva per il
ricorso all'energia solare. A sostenere l'importanza del conto energia
sono le stesse imprese del mercato fotovoltaico e i consumatori ma, probabilmente,
l'energia rinnovabile non rientra nella politica energetica di questo
governo.
Ecoage 26 maggio 2005
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