LA PRODUZIONE DI ENERGIA IN ITALIA
Si parla di fotovoltaico, di nucleare, di petrolio, di gas ed altro.
Rischia di diventare quasi un esercizio di stile in tema di energia.
Ma in realtà, quale è la situazione attuale del settore
dell'energia elettrica in Italia?
Quanta energia elettrica viene prodotta dal petrolio? Quanta dalle
fonti rinnovabili? Negli ultimi sei anni dove è stato investito
di più? E dove di meno? Abbiamo tratto alcuni dati interessanti
dal rapporto dell'Authority italiana per l'Energia per rispondere
semplicemente a queste domande. Il nostro scopo è infatti quello
di favorire quella conoscenza generalmente relegata a pochi. Nessun dato
scientifico, una semplice ma esaustiva sintesi per avvicinare quante più
a questo problema che riguarda tutti.

Come si può notare interpretando i dati dal 1997 al 2003 si
possono trarre le seguenti osservazioni:
- Il ruolo del gas naturale nella produzione di energia elettrica
è fortemente aumentato negli ultimi sei anni. Nel 2003 il
gas naturale ha contribuito al 39% della produzione di energia elettrica
italiana ed è quindi la prima fonte energetica in Italia.
- Il ruolo del petrolio è invece passato dal 45% del 1997
al 23% del 2003.
- Il settore termoelettrico ha trainato la crescita della produzione
di energia elettrica in Italia, passando dai 200.049 GWh del 2003 ai
237.450 del 2003. Per settore termoelettrico si intendono tutte le fondi
solide, il gas naturale ed il petrolio.
- Il ruolo delle risorse rinnovabili si è ridotto al 17%
nel 2003. Nel 1997 contribuiva al 19% della produzione lorda di energia
elettrica.
- In Italia il settore delle risorse rinnovabili è spinto
per il 76% dalle centrali idroelettriche. Poco o nulla è
stato fatto nel settore del fotovoltaico. Si notano lievi cenni di crescita
solo nel settore dell'eolico, passato dai 118 GWh del 1997 ai 1.419
GWh del 2003 e nel settore delle biomasse che cresce dagli 820 GWh del
1997 ai 4.400 GWh del 2003. Per il resto, si tratta ancora di cifre
marginali se si fa eccezione per le storiche centrali idroelettriche
del nostro paese.
In conclusione nel nostro paese la produzione di energia elettrica è
fortemente dipendente dal settore termoelettrico e dalle centrali idroelettriche.
Poco o molto poco è stato fatto per aumentare la crescita delle
fonti energetiche alternative e rinnovabili.
Il trend crescente dell'eolico e delle biomasse sono promettenti
ma hanno ancora una bassa scala di produzione e quindi una minima influenza
sulla realtà energetica italiana. Un fenomeno causato dagli scarsi
investimenti ricevuti in questo settore negli ultimi anni.
Non si tratta quindi di incapacità delle energie rinnovabili
a produrre energie, bensì di scarsi investimenti nelle risorse
rinnovabili. Mancano ancora investimenti per farle decollare.
E' quindi paradossale che mentre nei dibattiti e sui giornali si parli
di energie alternative con grande enfasi e attenzione, nei fatti concreti
queste fonti sono ancora relegate al ruolo di comparse nello scenario
energetico italiano. E questo è uno dei motivi principali per cui
si costruisce un clima di sfiducia nelle risorse rinnovabili e che favorisce
il rilancio del nucleare ricercato soprattutto dal mondo delle imprese.
Il futuro però sembra promettere bene. L'eolico è
recentemente diventato un business in cui molte imprese private investono.
Lo stesso sta avvenendo nel fotovoltaico. Un maggiore ruolo del mercato
favorirà sicuramente gli investimenti privati e la diffusione delle
energie rinnovabili non più come un sogno "ecologista"
bensì come un business da non lasciare ad altri.
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