“Zero emissioni” e frontiera idrogeno
Mentre si concretizzano gli sforzi per realizzare sistemi energetici basati sulla produzione economica ed efficiente di energia da fonti rinnovabili e da tecnologie nuove, oggi ancora in fase di sviluppo, per alcuni decenni il ricorso ai combustibili fossili sarà ancora inevitabile.

Le innovazioni tecnologiche già oggi consentono di impiegare questi combustibili riducendo le emissioni nocive (polveri, ossidi di azoto, anidride solforosa), ben al di sotto delle più severe soglie stabilite o previste dalla normativa italiana ed Europea. Rimane da risolvere il problema delle emissioni di anidride carbonica (CO2). Per ridurre tali emissioni - che non sono localmente inquinanti, ma hanno un negativo impatto sul clima globale - Enel non trascura nessuna delle leve disponibili. Risparmio energetico, crescente efficienza degli impianti e fonti rinnovabili hanno infatti già consentito all’azienda di ridurre sostanzialmente le emissioni di CO2 per ogni kWh prodotto.
Ma nella visione di Enel c’è anche un nuovo concetto di centrale: rivoluzionario, senza camino, a zero emissioni. Enel è protagonista in questo campo, con progetti sperimentali su tre aree tecnologiche rilevanti:
- sistemi innovativi di combustione, pensati per separare la CO2 in maniera efficiente
- cattura della CO2 dai fumi delle centrali esistenti
- sistemi d’avanguardia di gassificazione del carbone, finalizzati alla cattura della CO2 e alla produzione di idrogeno
Nei progetti di cattura e sequestro geologico della CO2 Enel occupa posizioni di rilievo nell’ambito della Piattaforma Europea “Zero Emission Fossil Fuel Power Plants”. In Italia sta realizzando un impianto sperimentale di trattamento dei fumi di centrale finalizzato a separare la CO2. Questa sarà poi “sequestrata” in un sito geologico, la cui idoneità è stata validata dall’Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia (INGV). L’obiettivo è far si che entro il 2020 siano disponibili centrali elettriche alimentate da combustibili fossili, ma con “zero” emissioni in atmosfera di anidride carbonica.
Le tecnologie di cattura della CO2 sono legate al tema della produzione e dell’utilizzo dell’idrogeno, una delle frontiere in cui si pongono grandi speranze per un futuro energetico abbondante e sostenibile. Enel è impegnata in un ambizioso progetto di ricerca e dimostrazione sull’idrogeno, sia per acquisire know-how sulla sua produzione e il suo impiego in impianti di generazione di potenza, sia per sperimentare soluzioni per la generazione distribuita ad alta efficienza.
Di particolare rilievo, al riguardo, è il progetto in fase di sviluppo presso la centrale Enel di Fusina (VE), che sarà la prima centrale a idrogeno d’Italia e, per taglia, la più grande al mondo. In un primo tempo l’energia elettrica verrà prodotta utilizzando l’idrogeno già disponibile nei vicini impianti petrolchimici di Porto Marghera. In una seconda fase l’idrogeno potrebbe essere prodotto dal carbone nella stessa centrale e servire, oltre a generare energia elettrica, anche ad alimentare veicoli per il trasporto urbano.
20070605
Fonte:
Campagna Enel per l'ambiente
< Fonti e bibliografia >