Emergenza rifiuti. Le responsabilità della politica
Italia sommersa dai rifiuti. Il problema balza periodicamente in cronaca suscitando l'interessamento della classe politica di turno per poi ritornare nell'oblio senza una soluzione. Stiamo parlando del problema rifiuti, o se preferite della 'mondezza', che in Italia non sembra voler trovare una giusta dimensione. Ogni anno l'Italia produce 31 milioni di tonnellate di spazzatura, circa mezzo quintale a testa, e soltanto il 24% arriva tramite la raccolta differenziata (contro il 40% previsto dalla legislazione nazionale). Occorre tuttavia distinguere due realtà diverse, quella settentrionale e quella meridionale. Mentre il nord Italia si presenta sostanzialmente in linea con altre città europee, il sud stenta a decollare nonostante siano riscontrabili sensibili miglioramenti dal 2000 ad oggi. Qualche dato può rendere chiara la differenza. Tralasciando il Trentino Alto Adige e la Val d'Aosta, oasi felici e civili del nostro Paese, la Lombardia vanta una raccolta differenziata del 42% e il Piemonte del 37%. Scendendo di latitudine troviamo Lazio e Campania con il 10%, per poi trovare l'8% della Calabria e il 5% della Sicilia. La superficialità del mondo politico ha favorito nel Mezzogiorno la logica del 'tiriamo a campare', salvo intervenire di tanto in tanto nelle situazioni d'emergenza (come oggi). Ma nulla è mai cambiato. La raccolta differenziata, il riciclaggio, il compostaggio, l'incenerimento sono soltanto un miraggio per metà Paese. Prevale la logica della discarica (talvolta abusiva), dei camion notturni provenienti da chissà dove a svuotare materiale di ogni tipo in qualsiasi fosso abbandonato, prevale l'ecomafia. Su questo punto le responsabilità della politica sono enormi. Questa realtà non sembra essere denunciata dal Presidente del Consiglio Romano Prodi, il quale si è affrettato a richiedere la 'solidarietà obbligatoria' dei cittadini, dimenticandosi delle gravi responsabilità dello Stato storicamente assente nel Mezzogiorno italiano e nella lotta alle mafie, e che si ricorda del Sud soltanto quando un evidente collasso del sistema dei rifiuti solidi urbani arriva sui tavoli dell'euroburocrazia di Bruxelles e getta fango sul buon nome dell'Italia e dei suoi governanti. Difficile sperare che questa sia la volta buona. Una volta raccolta l'immondizia dalle strade campane tornerà tutto come prima, i politici (locali e nazionali) a girarsi i pollici dietro le loro scrivanie e i mass media ad occuparsi quotidianamente di Garlasco, Cogne e via dicendo... fino alla prossima emergenza rifiuti.
20080113