ELEZIONI POLITICHE 2006
Domani termina la campagna elettorale più lunga e volgare della storia italiana. Pochi programmi politici, insulti e scontri basati sulla multicanalità mediatica ma privi di contatto con la realtà. Domenica e lunedì andremo a votare i nuovi deputati e senatori che, molto probabilmente, perderemo di vista per cinque anni. Che vinca l'uno o che vinca l'altro i toni torneranno ad essere pacati lasciando ancora una volta i cittadini italiani dall'altra parte del fosso, nell'Italia reale. Siamo però dell'idea che occorra scegliere e comunque andare a votare. Da parte nostra siamo scesi in campo a favore di Romano Prodi e vorremmo spiegarne i motivi:
1) Il conto energia fotovoltaico approvato nel 2003 è diventato operativo nel 2005, dopo due anni di ritardo; c'è voluto un movimento popolare e una petizione di 17mila firme, di cui siamo stati co-promotori, per spingere il Governo a pubblicare i decreti attuativi. Due anni di ritardo (dal 2003 al 2005) e oggi tutti vogliono i
pannelli solari. Il conto energia previsto per dieci anni si è esaurito in soli tre mesi. Perché il decreto non è stato approvato prima?
2) Nel 2002 scendemmo in piazza, a Roma, per chiedere la non-partecipazione italiana al conflitto in Iraq insieme ad altri tre milioni di persone. I balconi dei palazzi romani si riempirono di
bandiere della pace, ad esporle furono le famiglie, i "moderati". Restammo inascoltati, forse più in nome delle riserve petrolifere irachene che del desiderio d'esportare la democrazia (ammesso che si possa esportare). Oggi l'Iraq è quasi in guerra civile e tutti meditano il ritiro delle truppe perché il territorio è diventato troppo caldo.
3) Nel 2003 ci svegliammo una mattina per andare al lavoro scoprendo alla radio la decisione di costruire un deposito di scorie nucleari sotto le nostre case, senza preavviso e senza dibattito. Le scorie sarebbero state trasportate sul posto dopo qualche giorno. Era
Scanzano Jonico. Dovemmo scendere in protesta per due settimane lasciando il lavoro o la scuola semplicemente per difendere il nostro diritto al dialogo contro una decisione presa in modo autoritario e senza alcun confronto con i cittadini.
Per queste tre ragioni voteremo per Romano Prodi con cognizione di causa. E nessuno può dirci d'essere dei "coglioni", come Berlusconi ha definito tutti coloro che non votano per lui, poiché lo facciamo proprio in nome dei nostri interessi di cittadini italiani. In tutta sincerità siamo stanchi di fare petizioni online, scendere in strada e fare informazione soltanto per difendere i nostri diritti. Speriamo in un Parlamento in cui ci siano meno leader e più dibattiti, confronti, concertazione e speriamo in un Italia in cui destra e sinistra imparino a lavorare insieme invece che aizzare il popolo l'uno contro l'altro. E' un miracolo possibile, a Scanzano mettemmo da parte le appartenenze politiche per lavorare tutti insieme e vincemmo. Siamo convinti che la stessa ricetta d'unione possa valere anche per l'Italia.
Non sappiamo chi vincerà il confronto alle urne ma ci sembra giusto rendere pubblica questa nostra dichiarazione di voto.
Andrea Minini
presidente
Associazione Ecoage
(ex comitato NNIB)
Nota: il sito tornerà ad essere aggiornato lunedì prossimo, al termine del confronto elettorale.
06/04/2006
< Fonti e bibliografia >