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Cambiamenti climatici ed effetto serra non sarebbero colpa dell'uomo.
E' questo il risultato a cui giunge la teoria del prof. Richard S.
Lindzen, docente del Mit, presentata in questi giorni a Roma. La teoria
del prof. Richard S. Lindzen dimostra un sostanziale nesso tra impatto
umano e surriscaldamento terrestre pari soltanto al 1,5%. Gran parte delle
cause reali avrebbero sarebbero invece da attribuire a radiazioni solari
e infrarossi. Avrebbero pertanto un'origine naturale.
Secondo l'esperto "il riscaldamento di gas serra indotto dall'uomo
e'di 2,7 watt per m2, 1,5% di tutto il resto, contro i 200 watt prodotti
dalla radiazione solare e 200 watt da infrarossi, vapore acqueo, nuvole"
(fonte ANSA 20/06/2005).
Se la teoria del prof. si rivelasse vera sarebbe un duro colpo per i
sostenitori del Protocollo di Kyoto, dando ragione all'amministrazione
statunitense che, fino ad ora, ha rifiutato ogni intervento internazionale
per contenere l'effetto serra. La tesi, di stampo chiaramente negazionista,
sostiene la sostanziale innocenza dell'uomo nel causare l'effetto serra
minando alla radice il Protocollo di Kyoto e ogni intervento internazionale
per combattere il surriscaldamento terrestre. Va detto, in ogni caso,
che la teoria di Lindzen ha il medesimo valore scientifico di tutte le
altre e non mancheranno le risposte dalla comunità scientifica
sostenitrice della tesi opposta.
Resta però il dubbio che il vero male dei nostri tempi non sia
l'esistenza o meno dell'effetto serra e delle sue cause ma la certezza
del sapere, o del non sapere. La scienza del terzo millennio si è
certamente evoluta rispetto a quella meccanicistica e semplicistica dell'ottocento.
Le variazioni climatiche e persino quelle meteorologiche sono un campo
di studio ancora inesplorato in cui non esistono teorie universali.
Chi ha ragione e chi ha torto? Difficile dirlo. Nel dubbio dovrebbe comunque
valere il "principio della precauzione" fin quando la comunità
scientifica non giungerà ad una teoria condivisa sul problema.
Andrea Minini
Ecoage 20 giugno 2005
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