| Le emissioni dovute
all'uomo sono la quota che rischia di spezzare l'equilibrio climatico.
Legambiente risponde alle tesi negazioniste del climatologo americano
Lindzen, che in un convegno tenuto oggi a Roma, ha sostenuto che l’uomo
contribuisce in misura irrilevante alle emissioni che alimentano i mutamenti
climatici.
“Le affermazioni di Lindzen – sostiene l’associazione
ambientalista - suonano come la scoperta dell’acqua calda. Egli
ricorda che l’effetto serra deriva in massima parte dalla radiazione
solare e dal vapore acqueo, e solo per l’1,5% dalle attività
dell’uomo. Una banalità, dal momento che senza i raggi del
sole e il vapore acqueo la temperatura sulla terra sarebbe di molti gradi
sotto lo zero, incompatibile con ogni forma di vita. Il punto è
che proprio l’aumento di quella piccola parte di emissioni dovute
alla combustione di petrolio e carbone e alla deforestazione, cioè
ad attività umane, sta rompendo la stabilità del clima”.
Per Legambiente, il modo migliore di fronteggiare queste campagne disinformative
è dimostrare che l’applicazione del Protocollo di Kyoto va
nell’interesse dell’ambiente e della vita quotidiana dei cittadini:
diminuire i consumi di petrolio e di carbone, aumentando invece il risparmio
energetico e il ricorso alle fonti rinnovabili, consente di salvare il
clima e al tempo stesso di ridurre lo smog e alleggerire la bolletta energetica
pagata da un Paese come l’Italia, che importa quasi tutta l’energia
consumata.
Legambiente (20/06/2005)
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Ecoage 25 giugno 2005
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