Teoria neoclassica ed economia dell'ambiente
La scarsità delle risorse divenne un problema evidente con le crisi
petrolifere degli anni '70. Il concetto di "limite" entrò
di prepotenza nel mondo occidentale e nella vita quotidiana, la crescita
economica perse il vigore del boom degli anni '50 e '60.
Nello stesso periodo il progresso illimitato entrò in crisi a
causa dell'inquinamento nei grandi centri abitati e nelle zone industriali.
Il mondo cominciò ad essere visto più come un'isola che come un universo
sconfinato e la stessa scienza iniziò ad includere tra i propri argomenti
anche concetti come "incertezza", "limite" e "prudenza".
La visione del progresso tecnologico mutò definizione di conseguenza.
Dalla fiducia cieca verso il progresso illimitato ed inesauribile si passò
ad una visione più prudente e meno sicura del futuro. Su questo argomento
è consigliata vivamente la lettura del libro "Il Paradiso perduto" (di
Marcello Cino, Feltrinelli editore).
Oggi stiamo vivendo questa fase di transizione che ci porterà
verso una nuova epoca ed un nuovo modo di concepire il mondo.
Le politiche economiche integrano l'ambiente tra le priorità di intervento
auspicando una migliore e più razionale gestione delle risorse
scarse.
Attualmente è comunque difficile fare previsioni sul futuro. La fase
di transizione può durare anche decenni e forse secoli ma non è
detto che l'uomo la possa vedere la prossima fase.
Continuando sulla strada del passato l'umanità va incontro ad una fine
sicura. Il surriscaldamento terrestre e l'effetto serra sono mutamenti
climatici incontrollabili, tali da poter eliminare le stesse condizioni
della vita umana sul nostro pianeta.
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