Un mese dopo la sospensione degli ecoincentivi sulle automobili a
gas
Lo scorso mese un comunicato del ministero annunciava la fine degli
ecoincentivi per l'acquisto di automobili nuove a gas o l'installazione
dell'impianto a gas sulle automobili con meno di tre anni di vita. Allorigine
della sospensione degli ecoincentivi l'esaurimento del fondo annuale destinato
a finanziare gli incentivi, ormai troppo esiguo per soddisfare la crescente
domanda di mercato per le automobili a gas. L'ecoincentivo era riconosciuto
al momento del collaudo dellimpianto, pertanto la sospensione ha
penalizzato tutti coloro che avevano già ordinato un'auto a gas
o installato un impianto a gas senza averlo ancora collaudato.
Durante la trasmissione "Mi manda Rai Tre" del 27 aprile
un rappresentante del Governo annunciava l'imminente uscita di un'estensione
del fondo incentivi 2005 ma, a distanza di un mese esatto, nulla
è stato ancora deciso dal Ministero della Attività Produttive.
Il maxi emendamento (conversione in legge del d.l. 14/03/2005 n. 35 recante
disposizioni urgenti nell'ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico,
sociale e territoriale) sul quale è stata posta la fiducia del
governo, non prevede rifinanziamenti per il 2005.
Come già anticipato in altri articoli, le automobili a gas hanno
il grande vantaggio di diminuire le emissioni inquinanti riducendo
lo smog urbano. In molte città, durante i periodi di blocco del
traffico, le automobili a gas GPL o metano beneficiano della deroga al
blocco e possono circolare liberamente.
Il mercato delle automobili a gas rischia di conseguenza un brusco
stop rispetto alle potenzialità di crescita. Installare un impianto
a gas senza incentivi è ancora relativamente costoso e poco accessibile
a tutti, circa 1.500 euro.
Circa 3mila automobilisti che hanno già trasformato a gas l'automobile
senza averlo collaudato entro il 29 aprile hanno quindi perso l'incentivo
(fonte
LifeGate). La medesima sorte spetta agli acquirenti di un'automobile
nuova a gas non ancora immatricolata. La mancata decisione impatterà
anche sulle officine installatrici degli impianti a gas, generalmente
piccole imprese del settore gas auto.
Considerando il ritardo storico dello stesso Ministero per il conto
energia (enegia solare), la cui decisione sulle tariffe incentivata
per l'energia solare è ormai attesa da quasi due anni, è
lecito un pò di pessimismo.
Emerge ancora una volta un aspetto critico nella ripartizione delle
competenze tra i ministeri. In particolar modo la mancanza di asimmetria
tra politiche ambientali e politiche industriali. L'attuale frantumazione
di competenze tra ministero dell'ambiente e ministero delle attività
produttive espone al rischio di far prevalere la confusione. Molti
annunci del Ministero dell'Ambiente non hanno avuto un seguito poiché
bloccati o non portati avanti dal Ministero delle Attività produttive,
il quale si prefigge obiettivi legati alla politica industriale del paese
(es. competitività del sistema impresa) ma non anche quelli di
natura ambientale. Se il Ministero dell'Ambiente avesse l'unica competenza
in merito ai provvedimenti ambientali, probabilmente molti di questi sarebbero
già operativi.
Per il momento, a pagare le spese dei ritardi decisionali sono e saranno
soprattutto i consumatori e i produttori.
Ecoage - 28 maggio 2005
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