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E' tempo di uragani in Europa?

L'anno scorso era Kiril, quest'anno è la depressione Emma a sferzare l'Europa con venti fortissimi e piogge torrenziali. Scarso il risalto sui tg nazionali riguardo alla devastazione che l'uragano al suo passaggio ha portato in quasi tutta l'Europa centro-settentrionale. L'uragano "Emma" si è manifestato con rovesci torrenziali e raffiche di vento che hanno soffiato fino ai 220 km orari e hanno provocato 14 vittime, oltre a danni materiali ingenti. Germania, Austria, Polonia e Repubblica ceca le zone più colpite dalla furia devastatrice del vento, mentre Olanda, Belgio, Francia, Ungheria e Romania portano ancora i segni di allagamenti ed edifici danneggiati. Dovunque si è assistito al desolante bollettino di auto schiacciate dalla caduta di alberi, tratte ferroviarie interrotte, voli annullati e black-out elettrici su vaste zone. Ad Amburgo un aereo con 137 passeggeri non è riuscito a mantenere l'assetto in pista, durante la fase di atterraggio, oscillando vistosamente a causa delle forti raffiche e costringendo il pilota a una manovra di emergenza. A Berlino, Emma ha provocato 13 morti, tra cui una bimba di 11 anni, molti feriti e milioni di euro di danni. La forza dei venti inizierà a diminuire solo da questa sera, ma il bilancio dei morti potrebbe salire. In Germania sono stati gli incidenti stradali provocati dalla tempesta ad incrementare il numero delle vittime. Il vento ha soffiato fino ai 220 Km/h sul monte Wendelstein, nelle Alpi bavaresi, fino a 190 Km/h nelle Alpi austriache e fino ai 140 Km/h nella Repubblica ceca. Interessati dai venti anche Paesi Bassi, Belgio, Francia, Ungheria e Romania. Di contro si deve registrare ancora una volta uno degli inverni più secchi e dalle temperature più miti degli ultimi anni. Come interpretare dunque queste repentine discese di sacche artiche che arrivano ad insinuarsi fino a latitudini finora inconsuete quali quelle mediterrranee d'Europa? La teoria secondo cui l'effetto serra starebbe provocando, conseguentemente allo scioglimento dei ghiacci, un addolcimento delle acque continentali, si collocherebbe in questo quadro apocalittico. L'addolcimento delle acque oceaniche starebbe determinando un'interruzione di quel flusso intercontinenatale marino qual è la Corrente del Golfo, con conseguente abbassamento delle temperature in Europa e America.

Ci stiamo dirigendo verso un'era glaciale?

Le glaciazioni che si sono susseguite sul nostro pianeta sono più di cinque e tra l'una e l'altra sono intercorsi dei periodi lunghi migliaia di anni, con clima anche di tipo subtropicale nel Mediterraneo. A questa anomalia termica si dovrebbe la successiva era glaciale.Normalmente qualsiasi perturbazione proveniente dal nord Atlantico non porta mai gelo sui nostri paesi perchè attraversa una parte d'oceano mitigata dalle acque calde della corrente. Durante il corso di questo inverno, invece, per più di 40 giorni consecutivi abbiamo avuto diverse ondate di gelo e neve sul nostro paese. Tutto ciò potrebbe innescare una serie di mutamenti climatici dovuti al posizionamento dell'Anticiclone delle Azzorre più a nord e delle depressioni artiche nel sud Europa, determinando questa situazione: estati particolarmente calde sull'Europa e particolarmente fredde su nord America, Canada e Islanda, circondate da acque marine che gelerebbero per un allargamento della banchisa polare. Conseguentemente si verificherebbe l'allargamento del fronte dei ghiacci polari e un generale crollo delle temperature europee e del Mediterraneo, decretando la fine della sua mitezza.

Ci conviene, dunque, determinare l'acceleramento di un processo che appare "naturalmente" ciclico, ma i cui tempi di durata potrebbero incidere seriamente, anche in termini economici e di sussistenza, sul genere umano?

20080303


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