DI POLVERI SOTTILI SI MUORE

Di polveri sottili si muore, non è più un mistero. La vera notizia è che si può morire per infarto e ictus a causa degli effetti delle polveri sottili a lungo termine, oltre che come già noto di cancro al polmone. Lo stabiliscono i nuovi dati a disposizione, diffusi dal convegno "In città senza la mia auto", a cura del ministero della salute e di Euromobility. Grazie a tecniche più sofisticate si è scoperto che in città si muore, per polveri sottili oltre la soglia limite, di: cancro al polmone nell'ordine di 742 casi l'anno, infarto nell'ordine di 2562 casi e ictus di 329 casi l'anno. Tutto ciò è provocato dai danni diretti delle polveri killer sul cuore e sulle arterie.
Non sarebbe il caso di esser più solleciti nel promuovere per es. i biocarburanti o incentivare l'uso dell'auto ad idrogeno? Si pensi anche alle traiettorie degli aerei che spesso sorvolano le nostre città a quote fin troppo basse (l'emissione di un aereo equivale a quella di circa 500 automobili): non sarebbe il caso quantomeno di pensare a convertire all'idrogeno anche i motori dei velivoli?
Le città italiane, rispetto al resto d'Europa, risultano essere le meno attente a soglie e parametri e perfino a rilevazioni scrupolose. Le centraline poste all'interno dei grandi parchi cittadini non consentono, ad esempio, di fornire dati attendibili sul livello di agenti inquinanti che un milanese o un romano respirano quotidianamente. Le misure palliative, come il blocco del traffico, non risolvono il problema ma lo procrastinano nel tempo col risultato di rendere sempre più allarmante l'emergenza ambientale nelle nostre metropoli e anche, ormai, nei piccoli centri urbani. Si pensi a Taranto che produce ben il 30% della diossina nazionale (Arpa Puglia 9/9/2006) per i suoi stabilimenti: nemmeno certe aree del sud possono ritenersi "immuni" dalle micidiali polveri, di qualsiasi natura esse siano (ne sono state rilevate di diversi tipi a seconda del luogo). Il problema è di portata nazionale e andrebbe affrontato con la dovuta attenzione in nome della tutela della salute pubblica, troppo spesso sacrificata sull'altare del PIL.
G.Lap.
Fonte dati:
Diossina a Taranto
25/11/2006
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