DELUSIONE PER LA CONFERENZA DI NAIROBI SUL CLIMA

Si conclude la Conferenza di Nairobi sul problema climatico senza nessuna novità degna di rilievo. Il Protocollo di Kyoto è ormai destinato a terminare nel 2012, in altri termini fra cinque anni, e nessun governo sembra oggi disposto a lavorare sul suo seguito. Stando alle dichiarazioni dei rappresentanti diplomatici dei principali paesi industrializzati la comunità internazionale potrà “iniziare” a discutere sull’ipotesi del Kyoto II soltanto a partire dal 2008. La linea degli Stati Uniti, per quanto più ammorbidita rispetto agli anni passati, permane sulla posizione di netta chiusura nei confronti di qualsiasi impegno internazionale di contenimento delle emissioni di anidride carbonica (CO2). Tra le poche buone notizie si segnala, finalmente, la scomparsa dalla scena internazionale dei "negazionisti", ossia di quegli scienziati e giornalisti che fino a qualche anno fa erano disposti a tutto pur di negare l'esistenza dell'effetto serra e del surriscaldamento climatico. Salvo quest’ultima buona notizia non cambia nulla sul piano politico. Non muta l'interesse delle industrie e dei governi a ostacolare la tassazione dell'inquinamento, ogni norma in questa direzione viene osteggiata in nome della competitività internazionale.
Le associazioni ambientaliste internazionali si dichiarano "moderatamente" soddisfatte per il meeting di Nairobi. Resta però il dubbio che il Protocollo di Kyoto sia ormai agli sgoccioli e non raccolga più nemmeno l'interesse dei suoi detrattori storici. Tutti i paesi concordano “a parole” sull'esigenza planetaria di riduzione delle emissioni almeno del 50% entro il 2050, ma pochi si dichiarano allo stesso modo disposti a fare qualcosa nel breve periodo. L’argomento diventa tabù e nessun paese sembra avere voglia di iniziare a discutere su un'ipotetica bozza per il Kyoto 2 del 2013.
E in Italia? Guardando alla situazione del nostro paese, la situazione di forte ritardo già registrata negli scorsi anni permane del tutto immutata. Rispetto all'obiettivo di Kyoto di riduzione del -6,5% delle emissioni CO2 entro il 2012 (su base 1990) l'Italia continua a far registrare una crescita del +13%, ben 20 punti percentuali lontani dall'obiettivo di Kyoto.
20/11/2006
< Fonti e bibliografia >