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La sonda Deep Impact della Nasa ha raggiunto
la cometa Tempel 1 dopo sei mesi dalla partenza e un viaggio
di 431 milioni di chilometri . L'impatto ha causato una deflagrazione
che consentirà di analizzare i frammenti di ghiaccio e polveri
balzati nello spazio dopo l'esplosione, lasciando sulla cometa un cratere
grande come un campo di calcio. I fuochi di artificio dallo spazio si
aggiungono, non a caso, a quelli terrestri dei festeggiamenti della festa
d'indipendenza americana. Oggi, 4 luglio, gli USA festeggiano l'Indipendence
Day.
Si tratta di un nuovo successo per la scienza, la tecnologia e l'uomo
che, in questo modo, torna a mostrare interesse alla frontiera celeste.
L'intera missione della NASA ha avuto un costo dichiarato di 333 milioni
di dollari.
La cometa Tempel 1, scoperta nel 1867 e grande come
l'isola di Manhattan, impiega circa cinque anni e mezzo per compiere un'orbita
completa intorno al sole. In questi giorni sta attraversando il sistema
solare a 37mila chilometri all'ora. Secondo gli scienziati della Nasa
lo scontro non provocherà alcuna variazione al cammino della cometa.
Non sussiste, a detta degli esperti, alcun pericolo di futura collisione
con la Terra.
Le comete rappresentano la materia primordiale con cui
si è formato il sistema solare. Comprendere la
struttura chimica delle comete contribuisce ad una maggiore conoscenza
dell'universo. Anche l'Agenzia Spaziale Europea guarda
con attenzione allo studio delle comete. Già nel 1986 una missione
europea aveva intercettato la cometa di Halley per analizzare il nucleo.
Entro dieci anni la missione europea "Rosetta"
porterà una sonda intorno a una cometa per un anno.
4 luglio 2005 - Ecoage
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