| Secondo la Coldiretti
la produzione dei biocarburanti ottenuti da coltivazioni agricole è
ancora insufficiente in Italia. Il commento critico arriva dopo
la recente entrata in vigore del decreto
legislativo 128/2005 che attua la direttiva 2003/30/CE relativa alla
promozione dell'uso dei biocarburanti o di altri carburanti rinnovabili
nei trasporti, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.160 del 12 luglio
2005: "E' insufficiente il piano nazionale per la produzione
di biocarburanti ottenuti da coltivazioni agricole che l'Italia produce
in abbondanza e che potrebbe ulteriormente incentivare per uscire dalle
crisi ricorrenti causate dal caro petrolio e contribuire al raggiungimento
degli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto con la riduzione delle
emissioni di gas serra" è questo il giudizio espresso
da Franco Pasquali, segretario generale della Coldiretti (fonte Comunicato
Coldiretti n.461 - 13 luglio 2005).
Nell'ultimo anno il caro-petrolio e il prezzo del barile
ormai superiore ai 60$ ha riacceso l'attenzione dei media e dei cittadini
sui biocarburanti ma non ancora quella dei politici. Gli obiettivi del
decreto 128/2005 sembrano troppo ridotti per poter avviare
un rapido sviluppo dei carburanti biologicici sul mercato italiano.
Esistono obiettivi chiari da raggiungere. L'Unione Europea
impone ai paesi membri entro il 2005 la presenza dei biocarburanti al
2% della domanda complessiva di carburanti tradizionali da autotrazione,
benzina e gasolio. Un obiettivo intermedio per poi giungere entro il 2010
al 5,75% dell’autoproduzione del fabbisogno nazionale di carburanti.
I biocarburanti hanno il vantaggio di ridurre la dipendenza dall’importazione
di petrolio e contribuiscono fortemente al taglio dell'inquinamento
urbano. Il biodiesel riduce dell'80% le emissioni di idrocarburi
e policiclici aromatici e del 50 per cento il particolato e polveri sottili.
Il bioetanolo, sostituto vegetale della benzina, riduce le emissioni di
idrocarburi aromatici del 50% e del 70% anidride solforosa.
E' interessante dare attenzione alle dichiarazioni rilasciate dal segretario
generali della Coldiretti, Pasquali, secondo cui l'agricoltura
potrebbe far risparmiare 12 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti
e riducendo in questo modo 30 milioni di CO2, semplicemente potenziando
le coltivazioni dedicate alla produzione di biocarburanti (biodiesel e
bioetanolo), l'utilizzazione di residui agricoli, forestali e dell'allevamento
e l'installazione di pannelli solari nella aziende agricole è possibile
arrivare a coprire entro il 2010 fino al 13% del fabbisogno energetico
nazionale.
Uno scenario realistico già osservabile in molti paesi
europei. In Germania sono millenovecento le stazioni distributrici
di biodiesel ottenuto dalle coltivazioni agricole, in Francia il 50% degli
automobilisti utilizza carburante miscelato con energia verde e sette
raffinerie su tredici praticano la miscelazione del biocarburante con
quello tradizionale.
Quale obiettivo porsi? Secondo Coldiretti serve la messa
a punto di un programma di alimentazione delle autovetture con miscele
di biocarburanti anche attraverso l'impegno delle amministrazioni locali
e un piano di defiscalizzazione che incentivi accordi per l'utilizzazione
e lo sviluppo delle coltivazioni nazionali tra imprese agricole, trasformatori
industriali e distributori commerciali.
Concludiamo con una nostra osservazione. In Italia si
richiama, giustamente, il ritorno dell'energia nucleare
per riconvertire l'economia e renderla meno dipendente dal petrolio ma
ben poco viene fatto per i biocarburanti. Analizzando
il bilancio energetico italiano del 2004 abbiamo notato come la dipendenza
italiana del petrolio sia marcata soprattutto nel settore dei trasporti,
dove i biocarburanti potrebbero effettivamente ridurla, mentre il petrolio
pesa soltanto del 17% nella produzione di energia elettrica. Davanti ai
numeri… poche parole.
Ben venga la diversificazione del mix energetico, ben venga anche il
nucleare... ma allo stesso modo e per le stesse ragioni ben vengano i
biocarburanti e l'agricoltura energetica.
Ecoage - 19 luglio 2005
Fonti:
Coldiretti
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