CRITICHE AL PROVVEDIMENTO ANTISMOG
Lo stanziamento di 350 milioni di euro del Governo per finanziare le
politiche antismog rappresenta un primo passo concreto verso gli auspicati
interventi strutturali oltre il semplice e poco efficace blocco del traffico.
Non sono però mancati i commenti critici. Proviamo a sintetizzarli
in ottica costruttiva.
In primo luogo, lo stanziamento governativo sembra insufficiente a
coprire tutti gli interventi antismog necessari. I sindaci dell'Anci
avevano richiesto almeno 1800 milioni di euro. I 350 milioni di euro finanzieranno
la sostituzione di 1750 autobus inquinanti nel trasporto pubblico ma questi
ultimi rappresentano soltanto una minima quota del traffico quotidiano.
Su 45 milioni di autoveicoli, tra automobili private e camion, sono soltanto
32.000 gli autobus del trasporto pubblico. Una prima osservazione critica
riguarda pertanto l'insufficienza del provvedimento per una completa sostituzione
del parco circolante degli autobus inquinanti ed evidenzia una mancanza
di provvedimenti sul settore delle automobili private.
Le osservazioni critiche lette tra le righe delle dichiarazioni e sui
giornali si concentrano sul paragone rispetto al modello "Londra".
La città inglese è storicamente un esempio di mobilità
pubblica con una rete di metropolitane tale da far dimenticare a chiunque
l'utilità dell'automobile. Ciò nonostante gli amministratori
londinesi hanno recentemente applicato una "tassa di ingresso",
o road pricing, di ben 8 euro al giorno sulle automobili in città
ottenendo un abbattimento del 30% del traffico. Sulla stessa via troviamo
un'altra grande capitale europea, Parigi. La capitale francese
sta lavorando concretamente alla realizzazione di grandi arterie della
circolazione urbana dedicate esclusivamente al trasporto pubblico. In
molte città del nord europa il costo dei parcheggi è nettamente
superiore a quelle italiane. Spesso le tariffe dei parcheggi sono differenziate
sulla base della circolazione locale. Vale pertanto un principio del "chi
inquina paga" che sembra proprio non piacere a nessuno in Italia.
Le ultime critiche provengono dalle associazioni dei consumatori per
il timore che le accise necessarie per finanziare lo stanziamento vadano
ad aumentare il prezzo della benzina. Un timore scongiurato, almeno per
il momento, dalle dichiarazioni delle compagnie petrolifere. L'Unione
Petrolifera ha assicurato di non traslare in avanti l'imposta fin quando
le condizioni di mercato potranno consentirlo. (fonte Repubblica 19 febbraio
2005) I 350 milion di euro saranno pagati interamente dalle società
petrolifere e non dai cittadini-contribuenti. Non manca però il
timore che le condizioni di mercato possano cambiare
Ci siamo limitati ad annotare quelle che reputiamo le critiche "costruttive"
su cui riflettere per comprendere meglio il punto di vista di tutti. Il
problema dello smog in città non ha colori politici ma solo il
tipico colore nero dei polmoni di chi respira l'aria inquinata di città.
Trovare una soluzione definitiva è un dovere e diritto di tutti.
Ecoage 20 febbraio 2005
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