CRITICA ALLE MODIFICHE DEL CONTO ENERGIA
Il DM 6 febbraio 2006 amplia il decreto 28/07/2005 sul conto energia fotovoltaico portando a 500 MW la potenza cumulativa incentivabile, precedentemente fissata a 100 MW. Le domande arrivate al Gestore della Rete negli ultimi mesi del 2005 hanno obbligato il governo a modificare l'entità del sostegno. Il decreto però introduce novità importanti e, a nostro avviso, penalizzanti per i cittadini interessati ad installare un piccolo impianto fotovoltaico . Vediamo insieme perché.
De 500MW circa 360 MW copriranno i piccoli e medi impianti fotovoltaici, fino a 50 kWp, e 140 quelli fino a 1MWp. Con l'entrata in vigore del nuovo decreto ministeriale, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 febbraio 2006, viene introdotto un
limite annuale di 85MW per le concessioni, di cui 25MW per impianti con potenza superiore a 50MWp. In breve, i 500MW saranno "dosati" dal 2006 al 2012. Un aspetto di per sé criticabile poiché costituisce un effetto frenante al cambiamento e raziona la domanda di mercato da parte dei soggetti interessati. Con l’entrata in vigore del nuovo DM, le domanda dovranno essere presentate al GRTN nei giorni dell'ultimo mese di ciascuno trimestre: 1-31 marzo 2006, 1-30 giugno 2006, 1-30 settembre 2006, 1-31 dicembre 2006.
Un secondo handicap: il mancato adeguamento delle tariffe al costo della vita. La tariffa incentivante comunicata dal GRTN all'accettazione della domanda rimane costate per 20 anni senza nessun aggiornamento della stessa tariffa secondo l'indice ISTAT. L'adeguamento viene previsto soltanto dal 2007 per le tariffe di partenza delle nuove domande che saranno comunque decurtate del 5% l'anno. Quindi, in pratica, una volta accolta la propria domanda la tariffa incentivante resterà tale e quale per 20 anni ma non sarà rivalutata al costo della vita.
Passiamo alla brutta notizia per i cittadini. Gli impianti con potenza inferiore a 20KW, quindi la quasi totalità degli impianti condominiali e privati, potrà optare per il servizio scambio sul posto o per la cessione dell'energia prodotta alla rete. Nel caso dello scambio sul posto la tariffa incentivante è pagata soltanto per l'energia consumata in loco e non per il surplus venduto in rete. In questo caso, un impianto ben dimensionato consente di coprire l'intera spesa della bolletta elettrica ma non anche quello di consentire un guadagno netto. Nel secondo caso, quello della cessione dell'energia alla rete, il proprietario dell'impianto fotovoltaico può rivendere l'intera produzione anche se superiore ai consumi ad una tariffa incentivante di 0,46 kWh. Lo stesso regime applicato per gli impianti di potenza superiore a 20kWp.
In definitiva le tariffe incentivanti in conto energia per gli impianti fotovoltaici sono:
Per quanto ampliato il decreto peggiora il rapporto tra fotovoltaico e cittadinanza poiché riduce il guadagno netto precedentemente previsto dal decreto 28/7/2005 che cumulava il consumo con la produzione dell'energia (vedi precedente calcolo). In quest'ultima revisione il cittadino potrà produrre energia soltanto entro il consumo oppure cedere l'intera produzione. Di fatto si riduce il guadagno complessivo dei piccoli proprietari di impianti fotovoltaici. Inoltre, fissando una quota annuale si frena quel processo spontaneo verso il fotovoltaico esploso negli ultimi mesi.
Molto probabilmente si sta cercando di controllare un fenomeno che altrimenti porterebbe alla crescita della generazione distribuita dell'energia elettrica, un sistema non a tutti gradito in Italia.
I grandi impianti. Per i grandi impianti da 50kW a 1M viene introdotto l'obbligo di presentazione di una cauzione pari a 1000 euro per kWp entro 30 giorni dall'accettazione della domanda presso il GRTN stesso. La cauzione si trasforma in penale nel caso in cui l'impianto non sia realizzato nei termini previsti dal decreto.
Il nostro commento finale. Per quanto soddisfatti dell'ampliamento del decreto a 500MW eravamo già consapevoli che gli iniziali 100MW non sarebbero bastati a soddisfare tutte le domande (ndr avevamo espresso il nostro dubbio già dal 1 settembre 2005, ben 18 giorni prima dell'avvio operativo del conto energia,
leggi articolo). Reputiamo le recenti modifiche apportate al conto energia col decreto 2 feb. 2006 come un netto peggioramento per l'opportunità di business per i cittadini e per i condomini, a favore delle imprese e dei grandi impianti. Va ricordato che l'incentivazione degli impianti FV non è a carico dello Stato bensì è coperta dagli stessi cittadini mediante un prelievo in bolletta (componente tariffaria A3). Un motivo in più per non penalizzare i guadagni potenziali da parte dei cittadini stessi.
Associazione Ecoage
Fonte e approfondimenti:
Analisi tecnica al decreto 6 feb. 2006 su Enerpoint
05/03/2006
< Fonti e bibliografia >