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CONTO ENERGIA FOTOVOLTAICO UN ANNO DOPO

Pubblichiamo la lettera di un progettista d'impianti a pannelli solari , Max62, per fare il punto sulla situazione del conto energia fotovoltaico a un anno dal decreto legge che lo ha lanciato. Una serie di condivisibili osservazioni critiche che puntano i riflettori sui troppi limiti posti al decollo dell'energia solare in Italia.

"Dopo un lungo silenzio, dovuto soprattutto alla mia frenetica attività di progettista econsulente sugli impianti fotovoltaici, mi ritrovo a scriverVi sulla attuale situazione. Come tutti sapete l'attuazione del "protocollo di Kyoto" e delle direttive europee per limitare le emissioni di CO2 (responsabile dell'effetto serra), ha fatto nascere anche in Italia leggi e decreti per favorire lo sviluppo di "fonti energetiche rinnovabili".

Il primo decreto, per mano del Presidente della Repubblica, nasce nel dicembre 2003; obbliga i ministeri delle attività produttive e dell'ambiente ad incentivare la produzione di energia elettrica da fonte solare entro 6 mesi.

Per un anno e mezzo non accade nulla, poi un avvicendamento di ministri alle attività produttive fa miracolosamente scaturire il famoso decreto 28 luglio 2005 denominato "conto energia".Vengono fissate le tariffe per l'energia prodotta con sistemi fotovoltaici e, soprattutto, viene messo un primo tetto di 100MW agli impianti finanziabili. Il legislatore prevede che questo tetto possa venir raggiunto dopo alcuni anni, di fatto sono sufficenti 2 settimane! (olre 4.000 domande)

Nei mesi sucessivi tutti aspettano l'uscita di un secondo decreto che possa riaprire il conto energia. Nell'incertezza molti continuano comunque ad inviare domande, senza sapere se, come e quando saranno accolte.

Il 6 febbraio 2006 esce il 2° decreto: accoglie tutte le domande gia presentate (alre 10.000), cambia alcune regole rispetto al primo decreto (in modo retroattivo e anticostituzionale) e pone un limite di soli 85MW all'anno, dal mese di marzo 2006 e per gli anni sucessivi fino al 2015.

Il primo di marzo 2006 vado a Roma a consegnare le mie domade e mi ritovo in mezzo ad una bolgia infernale di progettisti; alla fine della giornata vengono protocollate quasi 2.000 domande, si sa solo ora che il tetto degli 85MW è stato superato la mattina dopo. A fine marzo si contano più di 16.000 nuove domande e da poco sappiamo che al 31 marzo 2006 sono stati richiesti complessivamente oltre 1.400 MW!

Nel frattempo cambia il governo e le poltrone vengono occupate da Bersani e Pecoraro Scanio; il leader dei verdi e le promesse di Prodi in campagna elettorale fanno ben sperare....

La scadenza sucessiva del mese di giugno ha visto comunque altre 5.000 domande; da pochi giorni il GRTN ha comunicato che non verranno prese in considerazione e che, se non interverranno altri provvedimenti legislativi, la prossima data utile è il 1° di marzo 2007. Gia mi vedo a Roma in fila, con le mie 100 domande, a fare a pugni con altre centinaia di colleghi per poter riuscire a rientrare negli 85MW del 2007!

Per riassumere tutta la vicenda:

Ammesse al contributo 12.433 domande suddivise nelle 3 categorie: piccoli impianti (fino a 20 kW) - 7.176 domande per 51,39 MW impianti da 20 a 50 kW - 5.105 domande per 237,21 MW impianti grandi da 50 kW a 1 MW - 152 domande per 99,06 MW

Sono rimaste fuori (causa esaurimento della potenza annuale disponibile) 11.851 domande suddivise nelle 3 categorie:
piccoli impianti (fino a 20 kW) - 5.524 domande per 37,60 MW impianti da 20 a 50 kW - 5.056 domande per 239,17 MW impianti grandi da 50 kW a 1 MW - 1.271 domande per 806,47 MW

La maggior parte delle domande presentate (58%) è stata fatta da gente comune, dalle famiglie; a loro va poco più del 10% del contributo. I "furbi" si sono accapparrati tutto il resto.

Una legge seria dovrebbe subito togliere il tetto per gli impianti piccoli!

- sono gia quelli più onerosi
- viene prodotta energia senza togliere spazio alla terra, al verde
- non c'è maniera migliore di coinvolgere i cittadini (e le generazioni
future) se questi diventano "produttori di energia".

Alcune considerazioni importanti. Per finanziare il conto energia vengono usati i soldi che tutti noi consumatori elettrici italiani, bimestre dopo bimestre, sborsiamo. Si tratta della tabella A3 che serve per finanziare la produzione di elettricità da fonti rinnovabili e (soprattutto) assimilate. Una cinquantina di euro a testa. La media, si sa, vuol dir poco: chi molto consuma molto versa, chi poco consuma poco versa. Alla fine, versa versa, ogni anno si arriva a due miliardi e mezzo di euro (sono tutti soldi nostri). I tre quarti di questa cifra finiscono ai produttori da fonti "assimilate", che sono carbone, scarti di raffineria e inceneritori di rifiuti. ll carbone, il pertolio, e le materie plastiche contenute nei rifiuti sono tutti di origine fossile, sono quindi l'esatto contrario delle fonti rinnovabili! Un'altra grossa fetta della nostra tabella A3 finisce nei certificati verdi.

Per il fotovoltaico alle famiglie e alle piccole aziende cosa resta? Faccio un po di conti, sono stati ammessi al "conto energia" impianti per 380MW:

- produzione di energia annua = 450.000.000 kWh
- pagamento incentivi annui = ? 200.000.000

Quindi di tutti i soldi che versiamo in bolltetta solo l'8% dovrebbe finire prossimamente sul "conto energia", con la prospettiva che al 2015 tale percentuale possa raggiungere il 20%. Naturalmente i soldi per le "assimilate" e affini non si toccano, quindi il "conto energia" verrà finanziato con un simpatico aumento progressivo della tabella A3 (sempre i soldi nostri).

Per lottare contro tutto questo, insieme ad altri operatori del settore, ho deciso di aprire una campagna di sensibilizzazione e di protesta. Verranno coinvolte associazioni di categoria e comitati di difesa dei consumatori; siete tutti invitati a diffondere queste notizie.

Max 62
"

Il nostro commento. Condividiamo le osservazioni critiche espresse nell'e-mail di Max62. Come associazione Nim-Ecoage torneremo presto ad occuparci di pannelli solari e sosterremmo qualsiasi campagna di sensibilizzazione in questa direzione. Sperando che anche tutte le altre associazioni e movimenti ecologisti facciano altrettanto.

Associazione Ecoage


27/08/2006


< Fonti e bibliografia >





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