CONSUMI DI ENERGIA NEL MONDO

Come sta evolvendo la domanda d'energia mondiale? Se da un lato la ricerca dell'efficienza energetica e le innovazioni tecnologiche hanno parzialmente frenato il fabbisogno energetico dei sistemi economici più moderni, dall'altro lo sviluppo economico nei paesi in via di sviluppo estende orizzontalmente i punti di consumo energetici.

Complessivamente il consumo mondiale d'energia è cresciuto del 3,7% nel 2004. Per un'analisi compiuta è però necessario disaggregare per macroaree la crescita e i consumi d'energia.

Nel 2004 l'intera economia mondiale ha consumato 11.117 MTEP di cui 5.496 MTEP nei paesi sviluppati dell'OCSE e i restanti 5.621 MTEP nei paesi in via di sviluppo (PVS). Per la prima volta nel 2004 il consumo d'energia primaria dei PVS (50,6%) supera quello dei paesi OCSE (49,4%), questi ultimi fanno riscontrare un tasso di crescita inferiore nella domanda d'energia primaria per conseguenza della crescita dei prezzi energetici. Gli alti tassi di crescita della domanda nei PVS (+12,5% in Cina) sono invece dovuti alll'effetto della rapida espansione e al forte ritardo accumulato in passato.

Come si ripartiscono i consumi tra i vari continenti.


Dal punto di vista nazionale gli Stati Uniti restano la nazione con maggiore fabbisogno energetico (2.333 MTEP) pari al 21% dell'intero fabbisogno mondiale. Segue l'area UE a 25 paesi al 15,8% e la Cina al 13,7%. A lunga distanza troviamo l'India al 5,2% con un consumo d'energia superiore al Giappone, quest'ultimo al 4,7%.

Per comprendere l'evoluzione futura della domanda è opportuno andare oltre la fotografia attuale e analizzare i tassi di crescita nelle rispettive aree mondiali. I paesi OCSE aumentano la propria domanda energetica ad un ritmo del +1,49%, i restanti paesi del mondo in via di sviluppo al ritmo annuale del +5,94%.


Per una buona interpretazione è però necessario non soffermarsi soltanto all'analisi dei tassi di crescita considerando anche la dimensione dei paesi. Per fare un esempio, il Medio Oriente accesce ogni anno la domanda d'energia del +5,7% mentre l'area del Nord America soltanto del +1,6%. In realtà, l'economia nordamericana è di gran lunga molto più grande dell'area mediorientale pertanto la crescita della domanda d'energia si traduce negli USA in +43 MTEP annuali e in Medio Oriente in +27 MTEP. Pertanto il fabbisogno americano nel 2004 è diventato nel corso dell'anno ancora più grande di quello mediorientale, sia in termini relativi che assoluti. Inoltre deve anche considerarsi come i paesi in via di sviluppo mostrino tassi elevati nella crescita della domanda energetica soprattutto per effetto della necessaria fase di decollo economico. Non giustificabile invece nei paesi OCSE. Nei paesi sviluppato stentano ad essere applicate politiche d'efficienza energetica e di diversificazione del mix produttivo.

Fatta questa doverosa precisazione per evitare "miraggi statistici" nel caso dei piccoli paesi, qualsiasi interpretazione non può far a meno di notare nella crescita economica dell'Asia Orientale la forte spinta sulla domanda d'energia mondiale. L'area asiatica meridionale mostra un tasso di crescita annuale del +8,2% equivalente ad un +234 MTEP ogni anno (di cui +189 MTEP dalla Cina).

In conclusione, la dimensione dell'economia asiatica rende preoccupanti i tassi di crescita nella domanda d'energia ed accelera i fenomeni di scarsità economica sulle risorse petrolifere. Un buon motivo per cominciare a parlare di politiche di medio-lungo periodo e di diversificazione del mix produttivo anche in Italia.

Ecoage


09/02/2006

 


 

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