CONFERENZA SUL CLIMA DI MONTREAL
L'undicesima
conferenza mondiale sui cambiamenti climatici si conclude con l'apertura degli Usa al problema dell'effetto serra. L'intervento in aula dell'ex presidente americano
Bill Clinton ha scosso la delegazione americana smussando le profonde divergenze tra Europa e America sul problema del clima. Secondo Clinton non si capisce perche' si debba fare una guerra preventiva al terrorismo e non una ai cambiamenti climatici. A sopresa la delegazione americana ha dichiarato la propria disponibilità alla partecipazione del tavolo di trattative per
costruire Kyoto II e combattere l'effetto serra, pur restando sempre al di fuori dagli impegni vincolanti previsti dal Protocollo di Kyoto. Secondo Clinton è ormai evidente il legame tra le attività umane e gli sconvolgimenti climatici, definendo l'opposizione dell'amministrazione Bush alla firma del trattato di Kyoto come un grave e palese errore. D'altro canto, però, Clinton si appella agli ecologisti per apprezzare di più la concessione americana delle riduzioni volontarie non vincolanti. In altre parole, meglio accontentarsi delle riduzioni volontarie che non avere nulla.
Kyoto andrà avanti anche oltre il termine del 2012. I paesi che aderiscono al Protocollo di Kyoto hanno deciso di estendere il trattato. La decisione è arrivata a sorpresa al termine della Conferenza sorprendendo chi sperava nel definitivo tracollo del Protocollo. Nei prossimi mesi inizieranno i lavori e le discussioni che porteranno al Kyoto 2. Nel secondo trattato sarà determinante il ruolo della Cina, secondo produttore mondiale di gas serra dopo gli Stati Uniti.
Appuntamento in Senegal. La prossima conferenza mondiale sul clima si terrà fra un anno in Senegal.
15/12/2005
< Fonti e bibliografia >