| L'improrogabile necessità
di individuare un percorso universale per costruire uno sviluppo sostenibile
conduce la comunità mondiale a riunirsi nel 1992 a Rio de Janeiro.
I Paesi aderenti Riconoscono che le problematiche ambientali devono essere
affrontate in maniera universale e che le soluzioni devono coinvolgere
tutti gli Stati. Vengono negoziate e approvate tre dichiarazioni di principi,
firmate due convenzioni globali.
Per sovrintendere all'applicazione degli accordi nasce la Commissione
per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite CSD con il mandato di
elaborare indirizzi politici per le attività future e promuovere
il dialogo e la costruzione di partneriati tra governi e gruppi sociali.
La Commissione per lo Sviluppo Sostenibile (CSD)
La Commissione per lo Sviluppo Sostenibile (CSD) è stata istituita
in occasione della Conferenza sull'Ambiente e lo Sviluppo (Rio de Janeiro
1992) quale organo incaricato di assistere e vigilare l'attuazione del
Piano d'Azione di Rio (Agenda 21) e degli altri accordi internazionali.
La CSD è una commissione funzionale del Consiglio Economico e
Sociale (ECOSOC) dell'ONU, composta da 53 Stati membri eletti per tre
anni secondo una chiave di ripartizione geografica. La sessione ordinaria
si riunisce ogni anno, con la partecipazione dei 53 Ministri di turno
e delle oltre 100 Organizzazioni Non Governative.
La CSD ha la funzione di rendere note le questioni di sviluppo sostenibile
all'interno del sistema delle Nazioni Unite e aiuta a migliorare il coordinamento
delle attività in materia di ambiente e sviluppo. Incoraggia governi
e organizzazioni internazionali ad ospitare seminari e conferenze sulle
varie tematiche ambientali e di sviluppo sostenibile. I risultati di questi
incontri di esperti danno impulso al lavoro della Commissione e le forniscono
supporto nell'attività di collaborazione con i governi e i vari
partner non governativi per la promozione dello sviluppo sostenibile a
livello globale.
In occasione del riesame dell'attuazione dell'Agenda 21 a cinque anni
di distanza dalla Conferenza di Rio de Janeiro, la Commissione ha elaborato
il testo del Programma per l'ulteriore attuazione dell'Agenda 21, adottata
dalla XIX Sessione Speciale dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite
(UNGASS - giugno 1997).
1992 Rio de Janeiro - Brasile Conferenza delle Nazioni Unite
su Ambiente e Sviluppo Vertice della Terra
Hanno partecipato rappresentanti dei governi di 178 Paesi, più
di 100 capi di Stato e oltre 1000 Organizzazioni Non Governative. Sono
state sottoscritte 2 convenzioni e 3 dichiarazioni di principi:
- L'Agenda 21: il Programma d'Azione per il XXI secolo,
pone lo sviluppo sostenibile come una prospettiva da perseguire per
tutti i popoli del mondo (documento
pdf).
- La Dichiarazione dei principi per la gestione sostenibile
delle foreste sancisce il diritto degli Stati di utilizzare
le foreste secondo le proprie necessità, senza ledere i principi
di conservazione e sviluppo delle stesse (documento
pdf).
- La Convenzione quadro sui cambiamenti climatici
cui seguirà la Convenzione sulla Desertificazione - pone obblighi
di carattere generale miranti a contenere e stabilizzare la produzione
di gas che contribuiscono all'effetto serra (documento
pdf).
- La Convenzione quadro sulla biodiversità,
con l'obiettivo di tutelare le specie nei loro habitat naturali e riabilitare
quelle in via di estinzione (documento
pdf).
- La Dichiarazione di Rio su Ambiente e Sviluppo, definisce
in 27 principi diritti e responsabilità delle nazioni nei riguardi
dello sviluppo sostenibile (documento
pdf)
"Gli Stati coopereranno in uno spirito di partnership globale
per conservare, tutelare e ripristinare la salute e l'integrità
dell'ecosistema terrestre."
[…]
"Il modo migliore di trattare le questioni ambientali è
quello di assicurare la partecipazione di tutti i cittadini interessati,
a diversi livelli. […] Gli Stati faciliteranno e incoraggeranno
la sensibilizzazione e la partecipazione del pubblico, rendendo ampiamente
disponibili le informazioni."
[…]
"Gli Stati dovranno cooperare per promuovere un sistema economico
internazionale aperto e favorevole, idoneo a generare una crescita economica
e uno sviluppo sostenibile in tutti i Paesi, a consentire una lotta
più efficace ai problemi del degrado ambientale. […] Le
misura di lotta ai problemi ecologici transfrontalieri o mondiali dovranno
essere basate, per quanto è possibile, su un consenso internazionale."
"[…]
La Comunità e i singoli cittadini devono assumersi in prima
persona le proprie responsabilità. La condivisione della responsabilità
impone un'azione collettiva […]"
L'Unione Europea approva nel 1992 il Quinto Piano di Azione Ambientale
al fine di rendere operativi gli accordi firmati a Rio (documento
pdf). Il Piano auspica un cambiamento dei modelli di comportamento
della società promuovendo la partecipazione di tutti i settori,
rafforzando lo spirito di corresponsabilità che si estende all'Amministrazione
Pubblica, alle imprese e alla collettività. Vengono ampliati i
dispositivi per l'attuazione del programma, come strumenti legislativi,
economici e finanziari.
1992 V Piano d'Azione Ambientale dell'UE "Per uno sviluppo
durevole e sostenibile" 1993/1999
"è necessario un cambiamento radicale in tutti i settori
di intervento della comunità. Esso presuppone che la tutela dell'ambiente
venga integrata nella definizione e nell'attuazione delle altre politiche
comunitarie, non solo per il bene dell'ambiente, ma per il bene e il progresso
degli altri settori."
Settori d'intervento:
- Industria manifatturiera
"occorre incoraggiare diverse forme di accordi su base volontaria
e di autocontrollo"
- Energia
"Un miglioramento globale dei consumi energetici e dell'ambiente
non è pensabile senza un miglioramento nei paesi in via di sviluppo
e nell'Europa centrale e orientale. "
- Trasporti
"occorre migliorare la posizione competitiva dei modi di trasporti
più ecologici, ferrovie, navigazione interna e marittima e trasporti
combinati."
- Agricoltura
" la ricerca di un equilibrio sostenibile tra attività
agricola e risorse naturali … è auspicabile da un punto
di vista ambientale e agricolo-economico. " Turismo "se il
turismo è pianificato e controllato adeguatamente, può
senz'altro favorire lo sviluppo regionale e la protezione dell'ambiente.
"
Fonte: Ministero dell'Ambiente
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