CONFERENZA CO10 A BUENOS AIRES
E' iniziata a Buenos Aires la decima Conferenza dell'Onu sul cambiamento
climatico globale (Cop), i paesi firmatari del protocollo di Kyoto, tra
cui l'Italia, si confrontano sulle politiche adottate e da adottare per
ridurre le emissioni dei gas serra. Parteciperanno migliaia di scienziati,
rappresentanti dei governi e delle Ong in una maratona che durerà fino
al 17 dicembre 2004.
Per la seconda volta Buenos Aires ospita la Conferenza mondiale sul clima.
La CO10 si svolge quest'anno nel continente sudamericano sempre più colpito
dagli sconvolgimenti climatici, da insoliti uragani e dalle inondazioni.
Rispetto agli anni passati, quest'anno tutti affronteranno il dibattito
con maggiore entusiasmo e serietà. "Sarà un vertice del buon umore.
La ratifica russa ha rinnovato lo spirito di questi importanti incontri
annuali" ha dichiarato l'ambasciatore argentino Raul Estrada Oyuela
(fonte Ansa Ambiente 5/12/2004).
Il protocollo
di Kyoto siglato in Giappone nel 1997 e ratificato nel corso degli
anni da 189 nazioni, entrerà in vigore il prossimo 16 febbraio 2004 grazie
alla recente ratifica da parte della Russia che ha permesso di superare
le quote minime per rendere operativo l'accordo. Nel corso della CO10
sarà affrontato anche il tema del sostegno finanziario ai paesi in via
di sviluppo esonerati dalla riduzione delle emissioni per non danneggiare
il proprio sviluppo economico (es. Cina e Brasile). Sarà, inoltre, affrontato
il tema della mancata ratifica degli Stati Uniti, responsabili di gran
parte dell'inquinamento atmosferico mondiale. Oggi, con il protocollo
ai nastri di partenza, si evidenzia in modo ancora più marcato
l'assenza degli Usa dall'accordo di Kyoto.
Il surriscaldamento terrestre provocato dall'effetto
serra è ormai una realtà confermata dalla comunità scientifica
internazionale. Le previsioni parlano di un aumento di +5,8 gradi centigradi
nella temperatura globale nei prossimi novantanni, altri studi evidenziano
già oggi l'avvenuta scomparsa della metà dei ghiacci artici. Il "punto
di non ritorno" potrebbe essere superato senza nemmeno accorgercene
e innescare sconvolgimenti inimmaginabili a priori su scala mondiale il
cui prezzo sarà, purtroppo, pagato da tutti.
L'Italia è impegnata per abbattere le emissioni di CO2 del -6,5% entro
il 2012 rispetto alle emissioni rilevate nel 1990. Il forte ritardo accumulato
nel corso degli anni pone il nostro paese in una situazione critica e
lontana dal rispetto dei patti. Non mancano, però, i segni positivi anche
in Italia sia da parte delle istituzione che da una maggiore responsabilità
sociale delle imprese. Per il governo italiano parteciperà al CO10 il
ministro dell'ambiente Altero Matteoli.
Ecoage - 7 dicembre 2004
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