CONCLUDENDO LA LETTURA
del rapporto sull'energia
Il prezzo del gas e dell'elettricità colpisce soprattutto le utenze
a medio-alto consumo e quelle industriali. Le utenze italiane con bassi
consumi pagano comunque una tra le più basse tariffe europee.
Da un lato questa ripartizione della spesa risponde al dovere dello Stato
di dare a tutti pari condizioni di vita, dall'altra il mondo delle imprese
risente eccessivamente dei costi maggiori nell'uso dell'energia rispetto
agli altri paesi europei.
Nel rapporto dell'Authority si fa riferimento anche ai problemi strutturali
e funzionali del settore dell'energia in Italia.
Va detto, a nostra opinione, che il ritorno al nucleare non risolverebbe
il problema. Una centrale nucleare richiedere circa 10 anni per essere
realizzata e soprattutto reintroduce disturbi ed inquietudini sociali
nel nostro paese.
A quando l'ora delle energie rinnovabili?
L'Italia non ha ancora investito nelle risorse rinnovabili, tornare oggi
al nucleare significherebbe a tutti gli effetti non aver nemmeno "provato
la strada alternativa". Una strada che gli altri paesi europei stanno
già seguendo da tempo e con evidente successo (vedi eolico).
Speriamo quindi che dalla lettura emerga un'ulteriore spinta per lo
sviluppo del settore delle fonti di energia alternativa.
Escludendo il caso della Francia, gli altri paesi hanno espressamente
dichiarato di desiderare di uscire dal nucleare. Molti paesi hanno avviato
concreti piano di sviluppo dell'energia rinnovabile (Germania, Danimarca,
Spagna). La stessa Francia, in recenti dichiarazioni ministeriali, ha
ammesso di "non potere" uscire dal nucleare "nemmeno volendo"
poiché la loro dipendenza dal nucleare raggiunge ormai il 70% del
fabbisogno interno, unico caso in Europa e nel mondo.
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