CLIMATE BILL 2007
Il ministro dell'Ambiente britannico David Milliband ha presentato alla camera dei Comuni la legge "
Climate Bill" che fissa l'obiettivo della riduzione dei gas serra al 60% entro il 2050. Il piano prevede il raggiungimento di obiettivi intermedi, fissati ogni cinque anni con vincoli sempre più rigorosi. E' il primo intervento da parte di un governo europeo a dare effettivamente seguito alle indicazioni degli scienziati sui cambiamenti climatici. Le verifiche sui tagli alle emissioni saranno effettuate da un comitato indipendente che riferirà direttamente al Parlamento britannico.
Cosa cambia rispetto a Kyoto. L'obiettivo inglese va ben oltre il taglio immaginato dal Protocollo di Kyoto che richiedeva ai paesi dell'Unione Europea un taglio delle emissioni del 8% entro il 2012 rispetto ai livelli del 1990. Attualmente si registra soltanto un calo del -0,6%. Non tutti i paesi europei meritano però d’essere giudicati allo stesso modo. Il Regno Unito si distingue nel gruppo dei paesi più virtuosi sul fronte ambientale. Dal 1990 il Regno Unito ha tagliato già il 14,1% delle sue emissioni di gas serra.
-17,5% Germania
-14,1% Gran Bretagna
- 1,8% Danimarca
- 0,8% Francia
- 0,4% Svezia
- 0,3% Finlandia
Non vanno invece bene i paesi europei del Mediterraneo, sono tutti in forte ritardo sugli obiettivi di Kyoto e con poca probabilità riusciranno a recuperare entro i prossimi quattro anni.
+47,8% Spagna
+41,0% Portogallo
+23,0% Grecia
+12,3% Italia
Difficile immaginare se il Climate Bill inglese riuscirà effettivamente a imporre per legge la riduzione del 60% delle emissioni inglesi di gas serra. Da un lato l'obiettivo è di lungo periodo, potrà essere raggiunto soltanto fra quarant'anni, dall'altro il Climate Bill è anche provvisto di obiettivi intermedi e di organi di controllo indipendenti.
In ogni caso, i risultati raggiunti fino ad ora dalla Gran Bretagna nel Protocollo di Kyoto lasciano ben sperare e danno credibilità ad ogni intervento inglese nella materia.
Non si può certamente affermare la stessa cosa per l’Italia e per gli altri paesi mediterranei. Tutti sinceramente sensibili al problema climatico... ma solo a parole.
14/03/2007
< Fonti e bibliografia >