CIP6 ALLE ENERGIE RINNOVABILI?
Il Consiglio dei Ministri accoglie soltanto in parte la richiesta dei cittadini e delle associazioni e corregge l'errore contenuto nella Finanziaria 2007 che estendeva ancora per un anno il beneficio dei contributi CIP6 alle fonti assimilate (inceneritori, termovalorizzatori). La chiarezza non è però una virtù della politica italiana. L’emendamento, atteso ieri in Consiglio dei Ministri, sarà presentato in Parlamento in sede di conversione del decreto (entro 60 giorni dall’entrata in vigore dello stesso) dal ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani. La questione non è dunque stata inserita nel “decreto di fine anno”.
I fondi sono raccolti dalle normali bollette dell'elettricità per il finanziamento delle fonti di energia rinnovabili. Un'interpretazione errata che ogni anno destinava circa 3,1 miliardi di euro, prelevati dalle bollette, al finanziamento di fonti non rinnovabili. Su richiesta dell’Unione Europea il testo originario della Finanziaria 2007 prevedeva l'esclusione dal beneficio agli impianti di termovalorizzazione non ancora costruiti, limitandolo soltanto a quelli già operativi. In fase di trascrizione della Finanziaria una piccola modifica ha però esteso nuovamente il beneficio anche agli impianti già autorizzati ma non costruiti. La questione non è passata inosservata agli osservatori del mondo delle associazioni italiane e dei comitati di cittadini, primo tra tutti il blog di Beppe Grillo, che solleva lo scandalo e diffonde la notizia su internet. Le proteste si amplificano di ora in ora e trovano l'immediato appoggio da parte del ministro dell'ambiente, Pecoraro Scanio, che introduce la questione sul tavolo della politica nell'ultimo Consiglio dei Ministri del 27 dicembre 2006. Gli interessi in gioco sembrano però molti e anche forti.
Si è parlato di errore di trascrizione ma sul problema non sono mancate dichiarazioni da parte di esponenti politici della maggioranza a favore dell'inclusione dei rifiuti (fonti assimilate) nella categoria delle energie rinnovabili.
Al termine del Consiglio dei Ministri, da cui attendevamo l'annunciata rettifica dell'errore, abbiamo invece l'impressione che le parti politiche si siano prese soltanto un pò più di tempo per studiare qualche escamotage tecnico per salvare "capra e cavoli".
Il mondo delle associazioni ecologiste italiane continuerà a monitorare la questione con estrema attenzione. Come Ecoage faremo la nostra parte.
28/12/2006
< Fonti e bibliografia >