Rapporto World Outlook Energy 2004
Entro il 2006 il calo del prezzo del petrolio
Le previsioni positive del rapporto Outlook 2004 dell'Agenzia Internazionale
per l'Energia (Aie) indicano un prossimo trend ribassista del prezzo
del petrolio entro il 2006 fino ai 22 dollari al barile.
L'ottimismo dell'Aie è motivato da diverse constatazioni economiche
pubblicate nell'ultimo rapporto World Outlook Energy 2004.
Innanzitutto, leggendo il rapporto 2004, l'Aie stima che la dipendenza
del mondo dal petrolio non muterà per i prossimi 30 anni. L'incremento
della domanda mondiale di petrolio salirà costantemente del +1,6%
nei prossimi anni senza nessuno scossone radicale dal lato delle richieste.
Pertanto anche i prezzi del petrolio dovranno assorbire questa fase attuale
di incertezza e tornare a ridurre.
Il rapporto dell'Aie rappresenta un forte segnale e potrebbe essere recepito
molto rapidamente dalle aspettative degli investitori. Un punto
importante in quanto l'attuale situazione dei prezzi del petrolio sembra
essere causata più da movimenti speculativi e informazioni imperfette
di mercato che ad una reale scarsità di prodotto. Fin dal 2003
i paesi OPEC mantengono una costante sovrapproduzione
di petrolio rispetto alla domanda, una politica che dovrebbe abbassare
il prezzo del greggio e non una una rapida crescita dei prezzi come quella
rilevata nei mercati internazionali durante i mesi del 2004.
Il caro petrolio rischia peraltro di danneggiare non soltanto i consumatori
e la crescita di molti paesi ma anche gli stessi produttori di petrolio.
Il permanere dei prezzi elevati del greggio rischia di ridurre la domanda
di petrolio e, indirettamente, di danneggiare i ricavi economici complessivi
di lungo periodo dei paesi esportatori di petrolio. Le dichiarazioni del
portavoce dell'Aie a tal proposito sono chiare:
"Higher oil prices are profitable for exporting countries in
the short term, but lead to lower revenues in the longer term,"
(...) "A sustained higher oil price would choke off energy demand
generally and would prompt switching from oil to other fuels" (...)
"Consumers would reduce energy waste and use fewer energy services
and promote the diffusion of more energy-efficient technologies"
(fonte Reuters 26/10/2004)
I prezzi alti del petrolio oltre a incentivare altre fonti di energia
alimentano la concorrenza tra paesi OPEC e non appartenenti al cartello.
Paesi con riserve di petrolio finora non economicamente interessanti a
causa degli alti costi di estrazione possono entrare nel mercato proprio
per effetto di un rincaro nel prezzo del petrolio. Secondo l'Aie la quota
della produzione mondiale non convenzionale di petrolio potrebbe passare
dal 2% attuale al 11%.
L'entrata di nuovi produttori nel mercato del petrolio destabilizzerebbe
gli status quo e le quote di mercato, danneggiando ulteriormente gli attuali
paesi esportatori di petrolio.
Se da un lato, oggi, queste conclusioni assicurano una stabile presenza
del petrolio nei mercati mondiali di lungo periodo fornendo motivi
di ribasso per il prezzo del petrolio, dall'altro emerge comunque la necessità
di investire maggiormente nel settore energetico per arrivare preparati
agli scenari di metà secolo.
La stessa Aie auspica un maggiore interessamento da parte dei governi
nazionali per garantire trasparenza sulle reali riserve di petrolio e
scongiurare l'instaurarsi di un clima di incertezza sui mercati internazionali.
Inoltre, l'Aie invita i governi a predisporre per tempo anche efficaci
politiche di lungo periodo basate sul risparmio energetico. E' infatti
evidente che, pur uscendo dalla fase congiunturale del caro petrolio,
la domanda globale di petrolio continuerà a crescere entro il 2030
passando dagli attuali 77 milioni di barili al giorno a 121 milioni di
barili al giorno.
L'effetto annuncio del World Outlook Energy 2004 saranno accolte
dal mercato come segnale ribassista. Non ci resta che attendere e vedere
l'evoluzione del prezzo del petrolio nelle principali piazze borsistiche
mondiali.
Ecoage - 27 ottobre 2004
Fonte Reuters 26/10/2004
Link approfondimento: www.aie.org
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