CAMPO ELETTROMAGNETICO
Si ha campo elettrico quando in un ambiente si riscontrano cariche elettriche che influenzano i corpi. La carica elettrica può essere di segno positivo o negativo. Un campo elettrico attrae cariche di segno opposto e respinge cariche di segno uguale. L’intensità di tale effetto è misurata in volt.
Il movimento delle cariche elettriche (corrente elettrica) all'interno di un conduttore genera due tipi di campo:
un campo magnetico dovuto al movimento delle cariche elettriche e proporzionale della grandezza e della forza che attraversa il conduttore, quest'ultima misurata in Tesla (T)
un campo elettrico creato dalla presenza della carica elettrica e legato alla differenza di potenziale in un conduttore, misurato in Volt/Metro (V/M)
Esiste una stretta relazione tra campo magnetico e campo elettrico, ogni variazione del primo produce una variazione dell'altro, e viceversa. Dalla combinazione dei due effetti nasce l'
onda elettromagnetica, questa si propaga nello spazio trasportando energia anche dopo che la particella originaria ha smesso di oscillare. Tanto più durerà il movimento tanto più lunga sarà l’onda, la cui lunghezza si misura in watt.
Lo spettro elettromagnetico. I campi producono onde elettromagnetiche con diversa lunghezza. La misurazione tipica delle onde elettromagnetiche è la frequenza di oscillazione misurata in herz. La frequenza e lunghezza sono due grandezze inversamente proporzionali tra loro. L’insieme delle frequenze è definita spettro elettromagnetico e comprende tutte le possibili onde elettromagnetiche, dalla minima carica presente nelle batterie e nelle pile fino a quelle degli acceleratori delle particelle, dei tubi per i raggi x e dei raggi solari. Quanto più alta è la frequenza delle onde e tanto più nocivo può essere la conseguenza sull’uomo. Le onde ad elevata frequenza producono anche pericolose radiazioni ionizzanti, dette
onde ionizzanti, come ad es. i raggi gamma delle radiografie o le radiazioni emesse dalle scorie nucleari. Le onde elettromagnetiche a medio-bassa frequenza sono invece catalogate come
onde non ionizzanti. In quest’ultimo caso la pericolosità si riduce agli effetti di lungo periodo dell’esposizione a campi magnetici ed elettrici, su cui la scienza continua a indagare.
13/08/2006
< Fonti e bibliografia >