BUSH RILANCIA IL RIPROCESSAMENTO DELLE SCORIE NUCLEARI
Il presidente Bush annuncia l'ipotesi di un ritorno al nucleare negli USA per contrastare lo scenario del caro-petrolio e della dipendenza energetica dall'estero. Il presidente degli Stati Uniti d'America ha chiesto al Congresso americano lo stanziamento di 250 milioni di dollari per riavviare il programma del
riprocessamento del combustibile nucleare esaurito.
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Together, we will develop and deploy innovative, advanced reactors and new methods to recycle spent nuclear fuel" ha dichiarato Bush (fonte Reuters 18/2/2006) durante il consueto discorso alla radio del sabato mattina.
Nel piano annunciato da Bush il rilancio avrebbe luogo sotto forma di collaborazione con Francia, Russia, Gran Bretagna e Giappone in una
Global Nuclear Energy Partnership che potrebbe essere estesa anche ad altri paesi e delimitato al solo nucleare civile. Il riprocessamento del combustibile nucleare esaurito era stato abbandonato negli USA a partire dagli anni '70 per il forte legame con le attivitą militari e la proliferazione delle tecnologie nucleari. La Global Nuclear Energy Partnership sarą un argomento di discussione nel prossimo vertice G8 in Russia. Secondo l'amministrazione Bush l'iniziativa potrebbe rappresentare una soluzione per tenere lontano da organizzazioni terroristiche e Stati canaglia il materiale potenzialmente pericoloso da cui possono essere costruite bombe atomiche. Il combustibile ritrattato esclude infatti quest'ultima possibilitą. Un rilancio delle attivitą di riprocessamento sarą anche un'opportunitą per ridurre le centinaia di tonnellate di scorie nucleari stoccate negli Usa presso le stesse centrali nucleari.
Con l'occasione Bush ha ribadito la possibilitą del rilancio dell'energia nucleare negli Usa dove non sono ordinate nuove centrali nucleari dagli anni '70, per farlo Bush ha ricordato il caso della Francia dove sono operative 58 centrali nucleari in grado di soddisfare il 78% della domanda d'energia nazionale.
Non sono mancate perplessitą alla proposta di George Bush che, in ogni caso, rappresenta una possibile via d'uscita al problema dello stoccaggio delle scorie e della proliferazione del materiale atomico per fini militari.
19/02/06
< Fonti e bibliografia >