BIOFUEL INEFFICIENTE SECONDO LORD OXBURGH
Durante la conferenza annuale Oxford Farming Conference si è alzata una forte critica all'uso dei biocarburanti da parte di
Lord Oxburgh, dirigente della compagnia petrolifera inglese Shell Trading and Transport. Secondo Lord Oxburgh produrre biofuel dal grano o più in generale dai raccolti è inefficiente in quanto implica produzione di energia per farli crescere e l'uso massiccio dei fertilizzati: "
You put in nearly as much energy into producing energy than you get out of it. It doesn't actually make a lot of sense" (fonte Reuters 5 gennaio 2005). Inoltre l'importazione di biofuel da olio di palma potrebbe causare in breve tempo la deforestazione delle zone del Sud Est asiatico. Lord Oxburgh suggerisce di puntare alla produzione di etanolo dai rifiuti citando l'esempio del Canada. In quest'ultimo caso gli effetti sull'ambiente sono del tutto positivi in quanto i rifiuti rappresentano per le economie moderne un problema di smaltimento.
Le dichiarazioni di Oxburgh sono per molti versi condivisibili e, in particolar modo, sullo sfruttamento dei rifiuti per produrre biofuel. Nella sua critica all'agricoltura energetica non tiene però in considerazione l'attuale produzione agricola
PAC , in base alla quale le produzioni agricole europee sono sovvenzionate a fondo perduto dall'Unione Europea senza che i prodotti trovino alla fine un effettivo sbocco di mercato. In breve, gli agricoltori ricevono i contributi
PAC alla produzione per raccolti destinati ad essere distrutti. Anche in questo caso si crea uno spreco inutile di energia, e senza ottenere in cambio nulla. Se l'attuale
PAC fosse reindirizzata verso l'
agricoltura energetica non ci sarebbe alcun impatto negativo netto sull'ambiente. Le aziende agricole continuerebbero a ricevere sovvenzioni dalla UE ma, in compenso, tutti avremmo tonnellate di biofuel da raffinare come carburante risparmiando sulle quote d'importazione del petrolio. Peraltro la stessa industria petrolifera trarrebbe vantaggio dal mix biofuel-petrolio poiché allentando la domanda del greggio si allungherebbe la durata delle riserve di petrolio rendendo morbido il passaggio verso altri carburanti del futuro come l'idrogeno. Il biofuel viene infatti miscelato con i carburanti derivati dal petrolio nelle stesse raffinerie petrolifere.
Per quanto concerne il rischio della deforestazione, il problema citato da Oxburgh è concreto ma anche analogo all'industria del legno. I paesi europei hanno il potere di acquistare dall'estero soltanto merci o materie prime con produzione sostenibile certificata. Purtroppo quello che manca oggi è una normativa europea che renda obbligatorio il comportamento etico dell'acquisto da parte delle imprese europee per ostacolare alla radice ogni fenomeno di dumping ecologico o sociale. Un criterio che valga tanto per il biofuel quanto per ogni altra tipologia di importazione dall'estero.
SAS
06/01/2006
< Fonti e bibliografia >