|
Come abbiamo anticipato qualche giorno fa, torniamo a parlare
a biodiesel. In verita' ne parlammo molto nel 2000 ma come spesso accade
per le cose belle, nessuno ci filo' di striscio. Aprimmo anche un distributore
di biodiesel, il primo in Italia, 1.700 lire al litro. Chiuso tre anni
dopo. Tentiamo ora di fare il punto della situazione, segnalandovi anche
alcuni link che ci sono sembrati interessanti.
La storia in breve. Su www.cacaonline.it trovate i primi comunicati
stampa per la diffusione del biodiesel (siamo nel lontano 2000...), la
storia del nostro "distributore" di olio di colza, la petizione
per aumentare il contingente annuo esente da accisa. Di nuovo c'e' una
pagina dove abbiamo aggiunto alcuni aspetti tecnici del biodiesel, da
cui risulta che e' in grado di ridurre fino al 90% le emissioni di idrocarburi
incombusti e fino al 50-60% le emissioni di particolati, principali responsabili
dello smog in citta'. Tra il 2001 e il 2002 l'interesse per i biocarburanti
si diffonde a macchia d'olio: ne e' una testimonianza, nell'ottobre 2001,
il servizio di Report "Un girasole nel motore" (link).
Nel 2003, con la collaborazione dell'Emporio Alcatraz di Schio (Vicenza)
si costituisce su Yahoo un gruppo
di discussione sul biodiesel: c'e' chi ha provato, chi vorrebbe e
non sa come fare, chi da' consigli... Nel frattempo qualche distributore
apre, e poi qualcuno chiude...
La situazione attuale. Cominciamo dall'Europa. Il biodiesel e'
correntemente in commercio in Francia, Germania, Austria, Svizzera, Repubblica
Ceca, Slovenia e Stati Uniti. In Austria e Germania viene utilizzato biodiesel
puro, in Francia 7 raffinerie su 13 incorporano il biodiesel nel gasolio
in percentuale del 5% e oltre 30 gruppi industriali utilizzano veicoli
con biodiesel al 30% (Fonte: Coldiretti). In Germania, in particolare,
vi e' una forte sensibilizzazione verso l'utilizzo del biodiesel: puo'
essere utilizzato in motori che siano stati costruiti prevedendo l'utilizzo
di elastomeri ad esso resistenti e un numero crescente di costruttori
ha previsto la possibilita' dell'uso di biodiesel nei loro motori, incluse
Mercedes-Benz, Volkswagen, Massey Ferguson e John Deere.
Complessivamente si ritiene che nel mondo siano quasi un milione i veicoli
alimentati con biodiesel, e la Germania detiene l'invidiabile record dei
due terzi del consumo europeo. Oltre alla forte sensibilizzazione della
popolazione, un ruolo fondamentale lo gioca il fatto lo stato tedesco
permette la vendita di biodiesel puro, senza limiti quantitativi. In Inghilterra
si parla da poco di biodiesel, posto che solo dall'aprile 2002 questo
Paese ha iniziato una parziale defiscalizzazione del prodotto. L'Europa
ha recentemente promosso due direttive per l'incentivazione della produzione
di biocarburanti.
Olio di frittura nel tuo motore?
In base alle nostre ricerche, tutte le auto con motore diesel possono
usare l'olio di colza senza che questo danneggi l'auto. Secondo quanto
riporta Quattroruote funziona cosi': i motori diesel piu' vecchi (e piu'
semplici) possono usare senza problemi il biodiesel, mentre nelle auto
nuove bisogna apportare delle piccole modifiche al motore (spesa intorno
ai 100-200 euro). Il problema del biodiesel e' che puo' danneggiare le
parti in gomma dei componenti di alimentazione, come manichette e guarnizioni
pompa diesel, che tuttavia in molte autovetture non sono, appunto, in
gomma. In Germania, ad esempio, dove ci sono numerosi distributori di
biodiesel, la FIAT non ne autorizza l'uso, pertanto non ci sarebbe garanzia
delle parti deteriorate in caso di guasto. La VW ne autorizza l'uso, ma
la casa produttrice delle pompe diesel da lei impiegate (BOSCH) per paradosso
no. Molte autovetture nuove non presentano tuttavia questo inconveniente
(Mercedes, Seat, Volkswagen appunto, BMW...).
Sembra inoltre che a lungo andare l'olio di colza lasci dei depositi
e quindi si rende necessaria una pulizia periodica del motore. Attenzione
anche a un'altra cosa: non si deve utilizzare olio di colza puro, ma un
olio raffinato, privato della glicerina. E' anche meglio utilizzare una
miscela di olio di colza e gasolio normale, anche questo per ridurre al
minimo rischi per il motore. In calce a questo numero di Cacao trovate
una serie di link, molti dei quali elencano le autovetture che possono
utilizzare olii vegetali. Sul punto l'ultima parola dovrebbe comunque
spettare al nostro meccanico di fiducia.
E comunque molti ci hanno scritto confermandoci che mettono anche l'olio
di semi comprato al discount o quello esausto delle fritture (e la macchina
non e' esplosa!).
Ma si puo' fare? Facciamo un distinguo: se per biodiesel intendiamo
una buona percentuale di gasolio miscelato con olii vegetali (che e' quanto
si trova nelle poche pompe distribuite sulla rete autostradale) non ci
sono problemi. Potrebbe invece configurare un vero e proprio atto di disobbedienza
civile quello di farsi il pieno di olio vegetale acquistato al supermercato,
in quanto si evade il fisco per le imposte sui carburanti. E' come utilizzare
diesel agricolo (su cui gravano meno imposte del diesel tradizionale)
per la normale autotrazione. Su questo punto non e' chiaro se il cittadino
privato che acquista l'olio di colza al supermercato e' perseguibile direttamente,
ma rimane che si tratta di una violazione della legge.
Conclusioni
In Francia il premier Raffarin ha annunciato di voler triplicare
nei prossimi tre anni il contingente di biodiesel defiscalizzato. Un passo
che prima o poi anche l'Italia dovra' compiere, in ottemperanza della
direttiva europea 30/2003 che prevede una sostituzione progressiva dal
2% al 5,75% del totale consumo di carburante con biocarburanti. L'Italia
dovrebbe defiscalizzare, entro il 2010, 800.000 tonnellate annue di biodiesel.
L'ultima finanziaria prevede un'esenzione da accisa per sole 200mila tonnellate!
Con la coltivazione di 350.000 ettari di colza e girasole, in grado di
produrre 0,85 tonnellate/ettaro di biodiesel puro sarebbe possibile ottenere
300.000 tonnellate di biodiesel che, integrate nel carburante al 5%, assicurano
a oltre 3 milioni di auto, l'autonomia per un intero anno (20.000 km).
(Fonte: Coldiretti)
Articolo di Alcatraz.it 19 marzo 2005
(pubblicato su Ecoage per gentile concessione della redazione di Alcatraz)
Ecoage - 4 aprile 2005
|
|
|