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L'esperienza del Brasile nel settore dei biocarburanti non nasce certamente
oggi. Il Brasile rappresenta un esempio storico cui far riferimento
per l'utilizzo massivo dei biocarburanti. Da 30 anni il grande paese
sudamericano produce e utilizza una speciale benzina derivata dalla canna
da zucchero attuando il programma denominato "Proalcol".
L'esperienza del brasile è citata in quasi tutti i libri di merceologia
senza aver mai goduto di grande credibilità sui mass media e presso
l'opinione pubblica occidentale.
Il governo federale del Brasile ha deciso di continuare sulla strada
dei biocarburanti sostenendo la nascita di una filiera produttiva di biodiesel
stanziando fondi per la formazione e l'assistenza tecnica degli agricoltori,
defiscalizzando le piccole imprese agricole a carattere famigliare. Il
nuovo programma sui biocarburanti è finalizzato ad incrementare
la produzione nazionale di biodiesel, carburante estratto soprattutto
da prodotti agricoli locali come il girasole, la palma e il ricino. Si
pone come obiettivo la copertura del 5% della domanda interna di diesel
entro il 2007.
Il principale vantaggio è chiaramente di tipo politico-economico.
L'autoproduzione interna di carburanti riduce la dipendenza dall'estero
del Brasile. Oggi il Brasile importa il 10% della domanda interna di diesel
per una spesa complessiva di un miliardo di dollari, entro il 2005 il
governo risparmierà il 16% della spesa per effetto del programma
di produzione interna di biodiesel.
La crescita della domanda di girasole, palma e ricino per fini energetici
favorirà anche la redistribuzione economica nelle zone depresse
del Brasile. Le produzioni agricole di girasole e palma sono concentrate
soprattutto nelle zone povere del nord est sotto forma di coltivazioni
microframmentate. Nell'articolo pubblicato su D-Repubblica viene stimato
un impatto occupazione di 44.000 posti di lavoro addizionali nel 2005
e 250.000 nei prossimi anni. Secondo il presidente Lula il programma
rappresenta una grande opportunità di sviluppo economico per le
zone depresse del paese.
Il terzo vantaggio del programma sarà di natura ambientale. Le
minori emissioni di carbonio ed il completo azzeramento delle emissioni
di zolfo contribuiranno ad un minore impatto ambientale. Quest'ultimo
è forse l'ultimo dei problemi per un paese in via di sviluppo come
il Brasile, l'esperienza della deforestazione dell'Amazzonia lo ha dimostrato
in molte occasioni, ma è decisamente importante per contrastare
il problema dell'inquinamento e del surriscaldament globale.
L'esperienza del Brasile dimostra come lo sviluppo economico, la redistribuzione
della ricchezza ed il rispetto ambientale sembrano poter trovare un giusto
equilibrio.
Fonte dati:
Inserto D-La Repubblica (19 marzo 2005)
Ecoage - 26 marzo 2005
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